mercoledì 2 gennaio 2019
Fissati due percorsi per l’accesso all’assegno, coinvolti tutti i componenti della famiglia in età lavorativa Via ad aprile. Nella bozza fuori mezzo milione di nuclei
Reddito di cittadinanza. Il vicepremier Luigi Di Maio (Lapresse)

Reddito di cittadinanza. Il vicepremier Luigi Di Maio (Lapresse) - LaPresse

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Continua gradualmente a prendere forma il reddito di cittadinanza. Si restringe ancora la platea (a 1,37 milioni di nuclei familiari) e per l’accesso si parla ora di due percorsi, per l’inclusione di chi è più in difficoltà e per l’inserimento nel mondo del lavoro di chi è disoccupato. Oltre al coinvolgimento di tutta la famiglia. Per la misura "bandiera" del Movimento 5 Stelle crescono i dettagli, dopo che in manovra è stato stanziato un fondo di 7,1 miliardi nel 2019, 8 nel 2020 e 8,3 dal 2021.

Le norme saranno messe a punto nelle prossime due settimane, vista l’intenzione di varare entro metà mese il decreto-legge che conterrà anche i dettagli di "quota 100" per la pensione, da fare partire entrambe ad aprile. Nelle prime bozze però mancano ancora diversi tasselli, dal coinvolgimento delle agenzie per il lavoro private, al ruolo del navigator che dovrebbe accompagnare chi cerca lavoro, fino alle sanzioni per chi cerca di approfittarne senza avere i requisiti (dovrebbero arrivare a un massimo di 6 anni di carcere). Ancora da definire sono anche gli incentivi alle imprese che assumono i beneficiari del reddito (da minimo 4-5 mensilità fino a tutti i 18 mesi), le modalità di erogazione (una nuova card?) e della richiesta (all’Inps, alle Poste?), per la quale dovrebbe servire munirsi di Spid, il codice digitale per dialogare con la P.a.

Due saranno i percorsi per accedervi: il «Patto di inclusione sociale» o il «Patto per il lavoro». Tutti i componenti della famiglia in età lavorativa, salvo chi cura bimbi entro i 3 anni o disabili, dovranno rispettare gli obblighi «connessi» al reddito, dall’accettare almeno una di tre offerte di lavoro «congrue» al dedicare «massimo otto ore» a settimana ad attività socialmente utili nei Comuni.
Il nuovo sostegno verrà istituito da aprile, e sarà erogato «a decorrere dal mese successivo a quello della domanda». Sarà da vedere, quindi, se si potrà fare richiesta già da marzo e anche se sarà posto un limite ai rinnovi. Per ora la bozza dice che il reddito può essere erogato per 18 mesi rinnovabili, «previa sospensione per un mese prima di ciascun rinnovo». La bozza fissa un aiuto minimo di 480 euro all’anno, 40 euro al mese, e un tetto massimo a 780 euro al mese (che salgono fino a 1.050 euro in famiglie numerose), di cui 500 di integrazione al reddito e 280 per l’affitto. Prevista un’integrazione anche per il mutuo prima casa, di 1.800 euro l’anno (150 al mese).

A fronte di circa 1,8 milioni di famiglie sotto la soglia di povertà, la platea con i requisiti per accedere a reddito e pensione di cittadinanza è calcolata nella relazione tecnica in oltre 1 milione e 375mila nuclei familiari, compresi quelli di stranieri residenti da almeno 5 anni con permesso di soggiorno.

Non servirà solo un’Isee complessivo entro i 9.360 euro: la novità è anche un reddito familiare che non superi i 6mila euro (per un single), elevati in base al nucleo familiare fino a massimo 12.600 euro. Per il patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa, è fissato un tetto a 30mila euro. Quello mobiliare non può superare i 6mila euro, elevati fino a 10mila per un nucleo di 3 persone, e di ulteriori 1.000 per ogni figlio dopo il secondo più altri 5mila per ogni componente disabile.

Nel nucleo non ci devono essere poi intestatari di auto nuove (immatricolate nei 6 mesi precedenti la domanda) o di grossa cilindrata (sopra i 1.600 cc), moto sopra i 250 cc. e barche. Il reddito non spetta in caso di dimissioni volontarie dal lavoro e a chi è in carcere o ricoverato in istituti di cura (quindi già a carico dello Stato).

Quanto alla pensione di cittadinanza, andrà a chi ha più di 65 anni e solo se parte di un nucleo familiare tutto di ultra 65enni. Il reddito familiare non deve superare i 7.560 euro (9.360 euro se in affitto). Il tetto è sempre di 780 euro al mese suddiviso in un’integrazione al reddito fino a 7.560 euro l’anno (630 al mese) e una quota per l’affitto o il mutuo da 150 euro.

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