I Balcani, l'Europa e la Turchia. Profughi bloccati in cerca di nuove rotte


Ilaria Solaini giovedì 10 marzo 2016
Le espulsioni collettive di migranti previste nella bozza d'accordo Ue-Turchia sono illegali, per l'Alto Commissario dell'Onu per i Diritti Umani. Ora i profughi potrebbero tentare di raggiungere l'Italia, l'Albania o, attraverso il Mar Nero, Polonia e Ucraina.
Profughi bloccati in cerca di nuove rotte

«La rotta balcanica non esiste più» è sotto gli occhi di tutti. Per primo, lo ha detto il primo ministro sloveno, Miro Cerar, quando ha annunciato la chiusura delle frontiere della Slovenia, a cui si accodata a ruota la Serbia. Ma per ogni muro che i profughi hanno trovato sul loro cammino anche in passato, per ogni via diventata impercorribile, ce n'è sempre stata un'altra che si è aperta. Quale sarà la nuova rotta per i profughi?

“Siamo consapevoli che c'è un rischio di frammentazione delle rotte ed è qualcosa che la Commissione Ue, Frontex e i Paesi riguardati tengono bene a mente”, ha spiegato la portavoce dell'esecutivo comunitario, Natasha Bertaud. La questione, aggiunge, è stata anche sollevata nel corso della videconferenza settimanale tra i rappresentanti dei Paesi dei Balcani durante cui “Frontex ha informato i leader su questo tema confermando che non è uno scenario oggi in atto ma che può avere luogo”. In ogni caso si sta già lavorando a “piani d'emergenza” nel caso l'eventualità dovesse concretizzarsi. Come riportato dall'agenzie Redattore sociale, “c'è sempre la possibilità che questo flusso possa deviare in altre direzioni se la rotta balcanica è chiusa”, ammette anche il commissario Ue all'immigrazione, Dimitris Avramopoulos, secondo cui però “per il momento non sta accadendo”. Il membro dell'esecutivo di Jean-Claude Juncker garantisce anche che “tutti i paesi della regione sono ben preparati anche per questa eventualità ma per il momento non ci sono segnali che i flussi migratori siano deviati verso l'Albania o altri paesi della regione”. Ricollocamenti: se non funzionano, è l'Europa a crollare"Sui ricollocamenti dobbiamo arrivare al ritmo di 6mila" richiedenti asilo "al mese" da Grecia e da Italia. È "l'obiettivo" fissato oggi dal commissario europeo all'Immigrazione, che si dice "ottimista" sulla possibilità di raggiungere il target, nonostante da settembre ad oggi i ricollocamenti effettuati siano stati in tutto 885, di cui 287 la settimana scorsa, di questi 241 dalla Grecia. "Se il meccanismo dei ricollocamenti non funziona, tutto il sistema crolla", avverte Dimitris Avramopoulos.
Come cambierà il flusso dei migranti? Crescono i rischi di finire nelle mani di trafficanti senza scrupoli: ci sono «vie di fuga verso l'Albania e l'Italia per cui i migranti pagano anche migliaia di euro», ha spiegato Filippo Ungaro di Save the Children. I profughi si ritrovano così a mettere le mani in tasca due volte, prima i soldi allo scafista poi al trafficante che offre quelle "rotte non ufficiali". Tutto per garantirsi un futuro dignitoso in Europa. Tre sono le strade alternative per raggiungere il Nord Europa. E almeno due delle nuove rotte alternative, quella albanese e quella mediterranea, potrebbero far sì che l'Italia sia di nuovo la porta d'ingresso per l'Europa. Una terza strada, attraverso il mar Nero, investirebbe invece l'Europa orientale. La rotta albanese potrebbe essere scelta da parte degli oltre 40mila migranti che si trovano bloccati in Grecia, circa 15mila dei quali sono ammassati a Idomeni, alla frontiera con la Macedonia. L'Albania confina con la Macedonia e una parte dei migranti potrebbe dirigersi verso questo Paese. Qui potrebbero ricorrere a scafisti già attivi ai tempi degli sbarchi di albanesi in Italia, per arrivare sulle coste pugliesi. Oppure potrebbero procedere via terra attraverso Montenegro e Bosnia, con il rischio di trovarsi però la strada sbarrata in Croazia e Slovenia, che hanno chiuso le frontiere ai migranti. Al momento non vi sono movimenti verso l'Albania, ma le autorità di Tirana hanno dispiegato speciali unità di polizia al confine meridionale con la Grecia. Seconda strada possibile è la ripresa dei viaggi attraverso il Mediterraneo verso l'Italia. Ma la situazione della sicurezza in Libia si è talmente deteriorata da scoraggiare molti migranti, che oggi considerano questo paese troppo pericoloso come punto d'imbarco verso l'Europa.Secondo il governatore della Puglia, Michele Emiliano, ci sarebbero fino a 150mila persone rimaste bloccate in Grecia pronte a mettersi in viaggio verso l'Italia. Ma prove concrete ancora non ce ne sono: “Fino a questo momento non abbiamo l'evidenza”, ha assicurato il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, arrivando a Bruxelles per un vertice in cui probabilmente si toccherà anche questo tema, ma “la logica ci suggerisce che se dalla Turchia dovessero continuare ad arrivare grandi flussi di migranti sulla rotta balcanica e i muri dovessero interrompere il viaggio verso il nord Europa, allora si potrebbe aprire quella rotta”, ammette. La terza strada esclude la Grecia. I migranti potrebbero partire dalla Turchia attraverso il mar Nero per poi puntare verso nord attraverso Ucraina e Polonia, una possibilità che allarma le autorità di Varsavia, già ostili alla ripartizione di quote di migranti fra i paesi membri dell'Ue.
Cosa dice l'Alto Commissario dell'Onu per i Diritti Umani? Le espulsioni collettive e arbitrarie di migranti previste nella bozza d'accordo tra Ue e Turchia sono illegali: lo ha affermato l'Alto Commissario dell'Onu per i Diritti Umani, Zeid Ràad Al Hussein, convinto che "la bozza d'intesa dell'Ue con la Turchia solleva una serie di preoccupazioni molto serie, comprese espulsioni collettive e arbitrarie, che sono illegali". "Restrizioni al confine che non permettono di determinare le circostanze di ogni individuo violano le legge internazionali ed europee", ha proseguito il principe giordano. L'Alto Commissario ha assicurato che solleverà la questione durante una visita a Bruxelles all'inizio della prossima settimana, in vista del summit Ue che si terrà il 17 e 18 marzo, quando dovrebbe essere concluso l'accordo.Qual è la posizione della Turchia sulla bozza dell'accordo con l'Ue? "La proposta fatta dalla Turchia non riguarda i migranti che attualmente si trovano sulle isole greche", ha precisato il ministro degli Esteri turco, Volkan Bozkir. primo maggio come data a partire dalla quale Ankara inizierà ad adempiere agli impegni presi a Bruxelles, definendo "un passo storico" il riavvicinamento alle istituzioni europee e specificando che il governo andrà avanti "con o senza l'appoggio dell'opposizione".Il processo di riammissione dei profughi partirà nel momento in cui quelli che hanno già raggiunto l'area Schengen saranno ripartiti tra i vari Paesi membri. Il ministro ha anche specificato che agli Stati europei non sarà concesso di selezionare i rifugiati da accogliere sul proprio suolo in base al grado di istruzione, perché l'agenzia Onu per i rifugiati (Acnur) svolgerà da supervisore e garante nel processo di trasferimento e ripartizione.

Il fronte greco-tedesco critica la bozza di accordo tra Ue e Turchia «La rotta dei Balcani occidentali» è stata chiusa «a causa di azioni unilaterali di alcuni Paesi. L'Ue non ha futuro se va avanti così», ha reagito così il premier greco Alexis Tsipras a un tweet di Donald Tusk. Il presidente del Consiglio europeo aveva scritto: «Il flusso irregolare di migranti lungo la rotta dei Balcani occidentali è finito. Non è una questione di azioni unilaterali, ma una decisione comune a 28».Angela Merkel ha dichiarato di essere "dell'idea che questa decisioneunilaterale dell'Austria e di conseguenza quella assunta dai Paesi balcanici, porta meno profughi a noi, ma dall'altro lato mette la Grecia in una situazione difficile". "Per questo il problema non è risolto, nel momento in cui uno prende una decisione. E per questo io mi impegno per una vera soluzione europea", ha aggiunto la cancelliera tedesca, intervistata dalla radio tedesca Mdr.

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