giovedì 28 gennaio 2021
L’udienza odierna del processo sul caso Gregoretti era stata fissata a dicembre, quando ancora i venti di crisi non spiravano così forte. E tuttavia il premier Giuseppe Conte si è reso disponibile
La nave 'Gregoretti' in una foto d'archivio

La nave 'Gregoretti' in una foto d'archivio - Ansa

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L’udienza odierna del processo sul caso Gregoretti era stata fissata a dicembre, quando ancora i venti di crisi non spiravano così forte. E tuttavia il premier Giuseppe Conte si è reso disponibile a non farla slittare, nonostante la situazione politica e le consultazioni in corso.

Stamani alle 10.30 dunque, nella sala verde di Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio deporrà come persona informata sui fatti nell’ambito dell’udienza preliminare fissata dal gip di Catania Nunzio Sarpietro per la richiesta di rinvio a giudizio dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, imputato di sequestro di persona e abuso d’ufficio. L’avvocato del leader leghista, Giulia Bongiorno, ha richiesto di far includere nel fascicolo dell’udienza diversi documenti di Palazzo Chigi, fra cui alcune mail inviate ai Paesi Ue per sollecitare la redistribuzione dei migranti soccorsi dalla nave.

«Riteniamo che il presidente del Consiglio possa chiarire le responsabilità dell’ex ministro Salvini nel trattenere illegittimamente la nave Gregoretti coi migranti a bordo», considera una degli avvocati di parte civile, Daniela Ciancimino, legale di Legambiente. E parteciperà in videoconferenza pure il penalista Massimo Ferrante, avvocato di una famiglia di migranti presente sulla nave. Intanto, nell’altro processo che vede Salvini imputato di sequestro di persona, quello di Palermo per il caso Open Arms, la città spagnola di Barcellona annuncia di volersi costituire parte civile. Lo ha fatto sapere la sindaca Ada Colau, definendo il segretario leghista «un ministro di estrema destra che attaccò direttamente Open Arms, mise a rischio la sua attività e anche la vita di tantissime persone impedendo loro di sbarcare».

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