venerdì 22 settembre 2017
I trafficanti cercano ora di trasportare la gente in fuga da guerre e fame dalla Turchia all'Europa cercando di sbarcare in Romania o Bulgaria.
Migranti in mare (Ansa)

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Un'imbarcazione da pesca carica di migranti si è rovesciata oggi nel Mar Nero. Il bilancio è pesante: i morti sono 21 ed i dispersi 15 secondo la Guardia Costiera turca, che riferisce di aver salvato altri 40 disperati, tra cui una donna incinta che ha perso il bimbo che aspettava. Il naufragio è avvenuto 64 miglia marine al largo di Kefken, nel Nord-ovest della Turchia. La maggior parte dei migranti era di nazionalità irachena, ha spiegato il governatore di Kandira, nel cui ospedale sono stati ricoverati i feriti.

Attraversare il mar Nero per raggiungere l'Europa, questa la sfida quasi impossibile che si propone di portare a termine attraverso una nuova rotta migratoria che collega la Turchia alla Romania attraverso acque vorticose, forti correnti e un clima spesso instabile. Dalla seconda metà di agosto ad oggi sono più di 350 i migranti intercettati dalla guardia costiera bulgara e rumena,
mentre secondo i media turchi sarebbero almeno 150 i migranti morti nel Mar Nero nel medesimo lasso di tempo.

L'attraversamento del Mar Nero sta quindi trasformandosi nella nuova rotta dei trafficanti di uomini, come passaggio alternativo al Mediterraneo per coloro che cercano di raggiungere l'Europa. Si evita così anche la Grecia da dove, in base all'accordo con la Turchia, i migranti vengono espulsi. La profonda crisi umanitaria, alimentare e militare che attanaglia sempre più Paesi (Afghanistan, Iraq, Siria, Yemen, Somalia, Sudan, Sud Sudan, Eritrea, Myanmar...) è alla base di questi esodi di massa. Solo affrontando il problema in modo complessivo l'Europa e i suoi alleati potranno trovare una via di soluzione.

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