sabato 6 novembre 2010
Il capo dello Stato punta il dito sulle «gravi fibrillazioni e incertezze politiche e istituzionali». Il premier: «Ho una enorme capacità di resistere alle tante accuse. E di Fini oggi non parlo».
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In un clima di tensione per le sorti del governo e forse della legislatura, in attesa per quello che dirà Gianfranco Fini a Perugia, si fa sentire alta la voce di Giorgio Napolitano. Che, parlando in diverse occasioni, non ha mancato di far rilevare l’asprezza del clima, lanciando un appello alla responsabilità. Partecipando alla giornata per la lotta ai tumori, il presidente della Repubblica ha infatti detto: «Sappiamo tutti, e io ne sono ancora più consapevole, di quali gravi fibrillazioni, incertezze politiche e istituzionali il Paese stia soffrendo». E, ha aggiunto più tardi in una intervista a Tv7, «ci vuole un’Italia che funzioni come sistema-Paese e ci vuole molto il senso della responsabilità comune. Questo poi è il mio dovere principale – ha continuato –  e lo faccio dovunque vado: dobbiamo esprimere dinanzi al mondo un’immagine unitaria dell’Italia. L’Italia come nazione, l’Italia come Stato, deve presentare una sua fisionomia che non dia adito a dubbi sulla sua tenuta e sulla sua stabilità». A Palazzo Chigi, Silvio Berlusconi dà corpo alla sua personale visione della stabilità del governo. A un giornalista che gli chiede se scommetterebbe sul suo futuro politico, il premier risponde: «Non conosco nessuno che sia all’altezza della situazione più del signor Silvio Berlusconi... Anche come capacità di resistere alle tante accuse che da troppo tempo mi vengono rivolte». Di Fini e dei finiani, invece, non vuole parlare: «Dell’umidità, parliamo un’altra volta», risponde ai giornalisti citando la battuta finale di una vecchia barzelletta. Ma che il clima sia teso, lo conferma anche un comunicato che Palazzo Chigi ha ritenuto di dover diramare per fornire l’interpretazione autentica delle parole del premier: «Per evitare qualche malevola interpretazione da parte delle agenzie di stampa – recita la nota dell’ufficio stampa –  la risposta del presidente Berlusconi sulle prospettive dei rapporti con Futuro e Libertà si riferiva alla storia, da lui raccontata più volte, di un inquilino alle prese con i problemi della nuova casa. Il senso della risposta quindi è: in questa conferenza stampa, stiamo già parlando di una serie di questioni affrontate e risolte dal governo, delle altre perciò parleremo la prossima volta». Se Berlusconi tace su Fli, parlano i suoi dirigenti. Il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto spara a palle incatenate sull’ipotesi del governo tecnico: «O la maggioranza si ricompone e ci si misura con i problemi del Paese oppure verifichiamo davanti al corpo elettorale se Berlusconi è vivo o morto e sepolto. Non ci sarà nessun governo di transizione». E il ministro della Difesa e triumviro del Pdl Ignazio La Russa si rivolge direttamente all’ex leader di An: « Adesso la parola spetta a Gianfranco Fini: mi auguro che si mettano alle spalle mesi di atteggiamenti sbagliati e che Fli chiarisca se sta con il centrodestra o voglia essere di aiuto alla sinistra».
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