venerdì 18 dicembre 2015
​Non passa la richiesta presentata da M5S alla Camera. La maggioranza fa quadrato, Forza italia non vota. Il ministro: nessun favoritismo.
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La mozione di sfiducia al ministro Maria Elena Boschi per un presunto conflitto d'interessi sul decreto banche è stata al centro del dibattito alla Camera che, per questo, sospenderà i lavori sulla legge di stabilità. Assente Renzi, che da Bruxelles sottolinea l'inconsistenza del caso. A favore della mozione M5S, Lega e Sinistra Italiana. Con 129 voti favorevoli e 373 contrari, la Camera ha respinto la mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 stelle sul salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e CariChieti.L'ampia maggioranza che sostiene il governo ha reso l'esito scontato, anche perché Forza Italia non ha partecipato al voto, ma la vicenda può comunque comportare un danno d'immagine per il premier Matteo Renzi. Applicando le nuove regole europee sulla procedura di risoluzione il governo ha salvato le quattro banche, al prezzo però di perdite per migliaia di risparmiatori. L'operazione ha portato infatti ad azzerare obbligazioni subordinate per 768 milioni, 430 dei quali in mano a clienti retail secondo il ministero dell'Economia.Il documento di sfiducia è stato illustrato da Davide Crippa (M5S), che denuncia i rapporti del padre del ministro, ma anche di altri parenti di lei con Banca Etruria, che definisce "la banca di famiglia". "Anche il solo sospetto che, attraverso la sua funzione di governo, il ministro Boschi abbia potuto interagire ovvero influenzare l'intera compagine governativa al fine di perseguire interessi personali e familiari, non ne consente la permanenza nel prosieguo dell'incarico" ha detto Crippa definendo il caso Boschi l'ennesima storia di conflitto di interessi. Il ministro Boschi ha ascoltato le sue parole dai banchi del governo, dissentendo con il capo e prendendo appunti su un foglio. La sua difesa è stata forte e chiara. Il ministro ha lanciato una sfida ai suoi detrattori: "Io sono dalla parte delle istituzioni e non ho mai favorito familiari o amici, non c'è nessun conflitto di interessi", invitandoli a provare il contrario e aggiungendo che non è così che si indebolità il governo. "Sono orgogliosa di far parte di un governo che esprime un concetto molto semplice: chi sbaglia deve pagare, chiunque sia, senza differenze e favoritismi. Se mio padre ha sbagliato deve pagare. Non c'è spazio per doppie misure e favoritismi" ha detto ancora il ministro applaudita dai suoi. Intanto nel centrodestra sale la tensione. La linea soft adottata da Forza Italia non è piacuta alla Lega che incalza l'alleato. "Se Forza Italia non vota la sfiducia al governo, ci sarà da rivedere tutto, anche la coalizione Lega-Fi-Fdi per le amministrative": ha detto il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, da Mosca.
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