giovedì 14 maggio 2020
Dall'inizio della "Fase 2" i positivi sono diminuiti del 23,5% e i casi totali dall'inizio della pandemia sono aumentati del 5,2%
Il cartello che a Roma sui bus indica la necessità della mascherina

Il cartello che a Roma sui bus indica la necessità della mascherina - Pino Ciociola

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I numeri continuano a essere abbastanza confortanti (decessi a parte). I nuovi contagi mantengono oscillazioni per ora non decisive e restando da domenica scorsa sotto i mille (ieri 888, oggi 992). Le terapie intensive non smettono di svuotarsi. I ricoverati nei reparti ordinari vanno sotto i 12mila. Le brutte notizie di oggi sono invece due. Dopo quattro giorni sotto, il numero dei morti risale sopra duecento e parecchio. La Lombardia, dopo la boccata d’ossigeno di ieri, fa un mezzo passo indietro (più nuovi contagi, oltre la metà di quelli nazionali, e più morti), restando epicentro e nodo più difficile della pandemia nel nostro Paese.

Prima delle cifre quotidiane, cerchiamo però di leggere la situazione più complessivamente temporale. Torniamo a poco meno di un mese fa, prendendo come riferimento il 19 aprile, giorno in cui si registrò il più alto numero di positivi al Covid-19 (cioè al netto di guariti e morti), che erano 108.257 e i casi totali 178.972. Poco più di tre settimane dopo (dal 4 maggio) venne allentato il lockdown: il 3 maggio i positivi erano 100.179 e i casi totali 210.717. Sarebbe a dire, in percentuale, che in quelle tre settimane i positivi erano diminuiti del 7,4% e i casi totali aumentati del 17,7%.

Come sta invece andando questa “Fase 2” (fino adesso, non va affatto dimenticato)? Il 4 maggio si sono registrati 99.980 positivi e siamo arrivati a 211.938 casi totali. Oggi (14 maggio), undicesimo giorno appunto di “Fase 2”, registriamo 76.440 positivi e siamo a 223.096 casi totali. Quindi negli ultimi undici giorni gli attuali contagiati sono diminuiti del 23,5% e i casi totali aumentati del 5,2%. Percentuali, entrambe assai diverse da quelle per il periodo 19 aprile/3 maggio. Così la chiave per far male al coronavirus (e bene a noi), adesso è riuscire a far reggere queste ultime percentuali almeno su questi valori ancora due o tre settimane, così - a quel punto e consolidatisi i buoni comportamenti come il mantenimento del distanziamento fisico - la discesa potrebbe diventare più veloce.

Ecco le cifre di oggi del Dipartimento di Protezione civile.

Nuovi contagi. Sono 992 (venerdì 1.327, sabato 1.083, domenica 802, lunedì 744, martedì 983 e ieri 888), di questi, 522 (martedì 614 e ieri 394), si registrano in Lombardia. I tamponi effettuati sono 71.876 (lunedì 40.070, martedì 67.003 e ieri 61.983), con un rapporto di positività che scende al minimo dall’inizio, 1,4% (martedì 2,4 e ieri 1,6).

Totale dei casi. Sono 223.096 le persone che hanno contratto il Covid-19 (compresi guariti e deceduti) dall’inizio della pandemia.

Morti. Sono 262 (giovedì 274, venerdì 243, sabato 194, domenica 165, lunedì 179, martedì 172 e ieri 195), dei quali 111 (ieri 69) in Lombardia. Il totale arriva a 31.368 dall’inizio della pandemia.

Attuali positivi. Sempre meno, 76.440 (domenica 83.324, lunedì 82.488, martedì 81.266 e ieri 78.457), 2.017 in meno rispetto a ieri (lunedì meno 1.518, martedì meno 1.222, ieri meno 2.809).

Ricoverati nelle terapie intensive. Sono 855 (domenica 1.027, lunedì 999, martedì 952 e ieri 893).

Ricoverati in reparti ospedalieri ordinari. Sono 11.453 persone (giovedì 15.174, venerdì 14.636, sabato 13.834, domenica 13.618, lunedì 13.539, martedì 12.865, ieri 12.172), 719 meno di ieri.

In isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Sono 64.132 persone (lunedì 67.950, martedì 67.449 e ieri 65.932), cioè l’83% degli attuali positivi (come ieri).

Guariti e dimessi. Sono 2.747 (domenica 2.155, lunedì 1.401, martedì 2.452 e ieri 3.502), portando il numero complessivo dall’inizio della pandemia a 115.288.

Infine, come sempre, le Regioni (Sardegna e Basilicata nessun nuovo contagio rispetto a ieri). I casi attualmente positivi sono 29.956 in Lombardia, 11.891 in Piemonte, 6.301 in Emilia-Romagna, 4.718 in Veneto, 4.096 nel Lazio, 3.388 in Toscana, 2.904 nelle Marche, 2.660 in Liguria, 2.253 in Puglia, 1.854 in Sicilia, 1.765 in Campania, 1.482 in Abruzzo, 770 in Friuli Venezia Giulia, 524 in Calabria, 505 nella Provincia autonoma di Trento, 465 in Sardegna, 380 nella Provincia autonoma di Bolzano, 229 in Molise, 127 in Basilicata, 92 in Umbria e 80 in Valle d’Aosta.

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