lunedì 20 agosto 2018
L'immunità di gregge è sotto la soglia di sicurezza. Lo ha detto l'Organizzazione mondiale della sanità. 41mila persone infettate nei primi 6 mesi del 2018, 1.000 in Italia.
Morbillo in Ue, allarme dell'Oms. L'Italia tra i Paesi con più casi
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Immunità di gregge sotto la soglia di sicurezza. L'Organizzazione Mondiale della Sanità lancia l'allarme in Europa sul morbillo. Oltre 41mila bambini e adulti sono stati infettati nei primi 6 mesi del 2018. Il numero supera di gran lunga i 12 mesi totali segnalati per ogni altro anno in questo decennio. Fino ad ora, il totale annuo più alto per i casi di morbillo tra il 2010 e il 2017 era di 23.927 per il 2017, e il minimo era di 5.273 per il 2016. I rapporti mensili indicano anche che finora 37 persone sono morte a causa del morbillo quest'anno.

E l'Italia, che da anni è nel mirino delle organizzazioni sanitarie, è tra i sette Paesi che ha registrato più casi. Nella lista nera ci sono anche Francia, Serbia, Grecia, Russia, Georgia e Ucraina - dove sono stati segnalati 23mila casi - da noi oltre mille.

L'Oms ricorda che "il virus del morbillo è eccezionalmente contagioso e si diffonde facilmente tra individui sensibili". Per prevenire le epidemie, ricorda l'Oms, "è necessaria una copertura vaccinale di almeno il 95% con 2 dosi di vaccino contenente il morbillo ogni anno in ogni comunità, così come gli sforzi per raggiungere bambini, adolescenti e adulti che hanno saltato la vaccinazione di routine in passato. Secondo il documento 43 stati membri su 53 hanno interrotto la trasmissione endemica della malattia, mentre 42 lo hanno fatto per la rosolia.

L'allarme cade in un momento caldo in Italia che discute sui vaccini a poche settimane dall'apertura delle scuole. Il ministero della Salute ha prorogato di un anno l'autocertificazione e ha annunciato una legge, che però dovrà passare al vaglio del Parlamento, 'l'obbligo flessibile', ossia regole che dovranno tener conto delle coperture vaccinali. Contro questa mossa del governo è in atto una sollevazione che vede in prima fila i presidi delle scuole, i medici e anche i sindacati. La partita rimane aperta.



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