lunedì 4 settembre 2017
La Ong maltese sposta le sue operazioni nel golfo del Bengala a fianco dei profughi Rohingya . «Caos in Libia, non vogliamo diventare parte di un meccanismo in cui non ci sia garanzia di accoglienza»
La Ong maltese Moas aveva sottoscritto il Codice di condotta del governo italiano

La Ong maltese Moas aveva sottoscritto il Codice di condotta del governo italiano

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La Ong Moas ha deciso di sospendere l'attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale. Presente sulla rotta che unisce la Libia all'Italia da aprile 2017, l'Organizzazione non governativa con sede a Malta e guidata dai coniugi Chris e Regina Catrambone, "non vuole diventare parte di un meccanismo - si legge nel comunicato diffuso - in cui mentre si fa assistenza e soccorso in mare, non ci sia la garanzia di accoglienza in porti e luoghi sicuri".

"Attualmente non è chiaro cosa succeda in Libia ai danni delle persone più vulnerabili - prosegue - i cui diritti andrebbero salvaguardati in ottemperanza al Diritto internazionale per difendere il principio di umanità".

Dal lancio della sua missione nel Mediterraneo, Moas ha salvato e assistito complessivamente 7.826 persone, di cui 2.000 solo nel mese di aprile 2017 - primo mese di attività Sar (search & rescue). La Ong aveva sottoscritto il Codice di condotta "come atto di fiducia verso il Governo italiano".

Seguendo l'appello di papa Francesco - che aveva richiamato l'attenzione del mondo intero sulla crescente crisi della minoranza Rohingya in Myanmar - Moas rinnova il suo impegno nel golfo del Bengala. Nel Sud-Est asiatico la Ong fornirà assistenza e aiuti umanitari e lavorerà alla "creazione di un sistema organico di trasparenza, sostegno e responsabilità" nella regione dove è in corso un esodo mortale alla frontiera fra Bangladesh e Myanmar.

"Nel frattempo - concludono - continuerà a tenere sotto osservazione le rotte migratorie nel Mediterraneo, pronta a rispondere a quei cambiamenti che consentano di operare secondo i propri principi".

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