Calabria. Gioia Tauro, operazione anti-caporalato


venerdì 8 gennaio 2016
​Controllate 4 aziende, identificati 2 caporali del Burkina Faso e trovati 80 lavoratori africani con regolare permesso e contratto. Ma se sulla carta lo stipendio è di 45 euro al giorno, in realtà ne ricevono non più di 25. (GUARDA IL VIDEO) Antonio M. Mira
​Oggi alle 4,30 è scattata nella Piana di Gioia Tauro un'operazione interforze contro il caporalato e lo sfruttamento dei migranti. Controllate quattro aziende agricole nei comuni di Melicucco e Serrata, identificati due caporali del Burkina Faso, trovati 80 lavoratori africani, tutti con regolare permesso di soggiorno e con contratto. È la nuova strategia. "C'è la formale assunzione di immigrati regolari ma lo sfruttamento c'é ugualmente, si affina - spiegano i responsabili dell'Ispettorato del lavoro -. Avviene sulla paga e sull'orario. Sulla carta ricevono 44-45 euro al giorno, in realtà 25, nella migliore delle ipotesi. E l'orario va molto oltre le 7 ore previste dal contratto, e va dall'alba al tramonto". L'operazione, condotta da Carabinieri, Polizia, Finanza e Forestale, è scattata in occasione del sesto anniversario della rivolta dei migranti a Rosarno. "Lo abbiamo deciso -  spiega il prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino - proprio per rimarcare la necessità di intervento e collaborazione di tutti. Ciascuno deve fare la sua parte per rispettare le norme sul lavoro e l'intermediazione.
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Questi lavoratori meritano che la loro dignità sia rispettata". "La presenza dello Stato c'è, è forte per evitare ogni forma di sfruttamento" sottolinea il questore Raffaele Grassi assicurando che "le inchieste non sono finite, andiamo avanti zona per zona. Non ci fermiamo qui". "Questa attivitá non cesserà - insiste anche il prefetto, ricordando la precedente operazione di novembre -. Oggi possiamo dire "e due!". Lo Stato non molla, non torna indietro. Lo devono capire tutti". Così come conferma "la massima attenzione" sui casi di aggressioni ai migranti e sul tentativo di far salire la tensione. "Abbiamo creato una cornice di sicurezza. La tendopoli è presidiata dalle 17 alle 23 e per tutta la giornata ci sono auto delle forze dell'ordine che controllano la zona. La presenza dello Stato vuole rassicurare e non creare allarme. Niente viene sottovalutato".
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