mercoledì 5 giugno 2019
Da Milano appello di don Chino Pezzoli: ci vuole un presidio saldo e costante del territorio, che consenta di bonificare questo ambiente di spaccio e di degrado umano e morale. E salvare vite
Nel bosco di Rogoredo in cerca di una dose di droga (Lapresse)

Nel bosco di Rogoredo in cerca di una dose di droga (Lapresse)

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Caro direttore,
come educatore e prete che da circa quarant’anni opera nel recupero dei tossicodipendenti vorrei rivolgermi al ministro dell’Interno Matteo Salvini. Nel quartiere di Rogoredo a Milano ci vuole un presidio saldo e costante del territorio, Forze dell’ordine e Forze armate insieme, che consenta di bonificare questo ambiente di spaccio e di degrado umano e morale.

Perché tollerare una simile situazione? A Rogoredo si vedono ragazzi e ragazze di quindici, sedici anni sdraiati ai bordi del bosco, con i lividi sulle braccia e la siringa stretta nel pugno. Ragazze giovanissime che si prostituiscono per una dose, restano incinte e sono costrette ad abortire. Piccoli zombie che viaggiano in metropolitana dal Duomo alla periferia, in cerca di qualche spicciolo per acquistare una dose. Lo “zoo di Milano”, città cuore pulsante d’Italia ormai arresa di fronte a un’emergenza che la riporta, tristemente, agli anni 70-80 del Novecento, durante il boom dell’eroina.

I dati non lasciano scampo: in Lombardia il fenomeno delle tossicodipendenze fra gli “under 18” è in continua crescita. Solo nell’ultimo anno i minorenni presi in carico dai servizi ambulatoriali della Regione per la cura delle dipendenze sono stati 867. Più che raddoppiati rispetto a cinque anni prima. Ma si tratta ovviamente di un dato sottostimato: mancano all’appello tutti i ragazzi che sono ancora sconosciuti ai servizi sociali.

Dove i ragazzi si drogano. Una tenda improvvisata nel bosco di Rogoredo (Lapresse)

Dove i ragazzi si drogano. Una tenda improvvisata nel bosco di Rogoredo (Lapresse)

Il bosco della droga di Rogoredo sembra legalizzato, uno spazio di spaccio tra i più grandi d’Italia, dove in un giorno arrivano fino a mille “clienti”. L’eroina venduta a prezzi stracciati, fino a 4 euro a dose, richiama ogni giorno giovani da tutta Italia. Quando non bastano i soldi, la droga viene pagata con lo scambio merce più antico del mondo: la prostituzione.

Politici e forze dell’ordine dove sono? È bene parlare di lavoro che manca, di tasse da diminuire, di cantieri da riaprire. I Commissariati di Milano sono a conoscenza, ai loro uffici arrivano segnalazioni di minorenni scomparse e poi ritrovate seminude in stato confusionale ai bordi del bosco. Bastano cinque euro per usare sessualmente il corpo di una minore.

La sera mamme e papà si avvicinano al boschetto della vergogna per cercare i loro figli. Spesso la droga viene tagliata con antidolorifici scaduti o con la stricnina, veleno per topi. E negli ospedali della città si registra un inquietante fenomeno: neonati figli di giovanissime mamme tossicodipendenti che rischiano la vita per aver assunto indirettamente sostanze stupefacenti.

A nome anche di tanti ragazzi e adulti che lottano nelle nostre Comunità terapeutiche per dire di sì alla vita, mi rivolgo a lei come ministro dell’Interno perché intervenga con una risposta concreta, un provvedimento immediato. Lo Zoo di Rogoredo non ammette più nessuna omertà o gioco di parole. Chi di notte cerca il proprio figlio o figlia in quell’“inferno”, non accetta questa resa dello Stato.

Chino Pezzoli è sacerdote, fondatore di Comunità Promozione Umana

Degrado. Sopralluogo nel bosco di Rogoredo, Milano (Lapresse)

Degrado. Sopralluogo nel bosco di Rogoredo, Milano (Lapresse)

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