sabato 12 settembre 2015
​Linea dura di Orban. L'Austria attacca: migranti sui treni come al tempo del nazismo. Lunedì il vertice Ue.
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Ungheria, "muri" anche sui binari L'Austria: ricorda le deportazioni
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Le ferrovie ungheresi hanno cominciato i lavori per la costruzione di una 'porta' lungo i binari della linea tra Subotica (Serbia) e Szeged (Seghedino, Ungheria), una sorta di barriera per le migliaia di migranti e profughi che passano illegalmente il confine fra i due Paesi, lungo la ferrovia per evitare il muro metallico alla frontiera.Seguire i binari inoltre serve ai migranti a non sbagliare strada e orientamento nella Marcia verso nord. La 'porta', destinata a bloccare il flusso di migranti, dovrebbe essere pronta entro lunedì. Martedì 15 settembre è prevista l'entrata in vigore in Ungheria delle nuove norme in fatto di immigrazione, con l'arresto di chi entrerà illegalmente nel Paese e condanne fino a tre anni di carcere. Il premier Viktor Orban ha detto a più riprese che da martedì I clandestine verranno rimandati nel Paese di provenianza, vale a dire in Serbia. Nel corso di questo fine settimana 4.300 militari ungheresi saranno dispiegati lungo il confine meridionale con la Serbia, con l'obiettivo principale di affiancare le forze di polizia nel completamento della barriera difensiva anti-immigrati. Lo ha detto il ministro della difesaungherese Istvan Simicko.L'Austria punta il dito contro l'Ungheria di Orban che "si comporta irresponsabilmente quando dice che tutti arrivano per ragioni economiche". Lo ha sottolineato il cancelliere austriaco Werner Faymann alludendo anche alle deportazioni di memoria nazista. "Mettere i rifugiati sui treni suscita ricordi del periodo più buio del nostrocontinente", ha detto Faymann. Riflettori puntati sul vertice Ue di lunedì: si i cerca l'intesa sul piano di ricollocamento d'emergenza per 120mila profughi, da cui Gran Bretagna e Danimarca hanno deciso di restare fuori mentre il premier ungherese Viktor Orban guida il gruppo dei falchì dell'Est e insiste: "chi entrerà illegalmente in Ungheria, dal 15 settembre, sarà arrestato". Per finire più in fretta la barriera al confine con la Serbia il leader magiaro impiega anche i detenuti e un filmato pubblicato su Internet testimonia il trattamento dei rifugiati chiusi in un recinto ai quali viene gettato del cibo, come fossero animali. Sul tavolo lo scorporo dei fondi da patto di stabilità. Un'apertura importante è arrivata dalla presidenza lussemburghese: la discussione sulla situazione straordinaria dei migranti ai fini del Patto di stabilità, quindi dello scorporo dei fondi, si farà. La Commissione europea farà prima un'analisi sull'impatto economico e sui bilanci pubblici dei flussi di rifugiati nella Ue, e delle misure che gli Stati prenderanno per farvi fronte. E poi, sulla base di questo, la presidenza aprirà una discussione sulla possibilità di considerare questa crisi "una situazione straordinaria in relazione alle regole del patto di stabilità e di crescita". Padoan: strategia a lungo termine. "Le misure a sostegno dei rifugiati sono un tema posto all'attenzione dell'Ecofin, poi la Commissione valuterà in che senso le risorse impiegate dagli Stati possono essere riconsiderate" ai fini del Patto, ma "questo è tutto da vedere": lo ha detto il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan al termine dell'Ecofin. Padoan ha poi spiegato che c'è stata anche una discussione "importante", più ampia, sulle strategie di crescita che in futuro potranno tenere conto del grande flusso. Lunedì la prova del nove sulle quote. Il consiglio straordinario dei ministri dell'Interno di lunedì sarà il giorno della verità. Oltre all'ok al primo schema da 40mila (16mila dalla Grecia e 24mila dall'Italia), ormai una pura formalità (anche se restano da trovare i Paesi che si faranno carico dei restanti ottomila su cui a luglio non si era trovata la quadra), si punterà ad un accordo politico sui principi generali del ricollocamento d'emergenza per altri 120mila (15.600 dall'Italia; 50.400 dalla Grecia; 54.000 dall'Ungheria). La Commissione Ue propone quote obbligatorie e una compensazione dello 0,002% del Pil per quei Paesi che non potranno partecipare. La clausola prevede l'esclusione per il massimo di un anno e giustificazioni oggettive, che saranno vagliate da Bruxelles, ma Berlino (l'unica a farlo in modo netto) ha detto no, intravedendovi una via per chiamarsi fuori. Fonti della presidenza lussemburghese si dicono "fiduciose" di riuscire a centrare l'obiettivo della prima intesa lunedì. Poi sarà necessario molto lavoro tecnico, per stringere un accordo "completo" l'8 ottobre, quando i ministri dell'Interno Ue si riuniranno di nuovo. ll premier ungherese, Viktor Orban, ha chiesto all'Ue di stanziare 3 miliardi di euro per i Paesi confinanti con la Siria a sostegno dei profughi. "Un sostegno finanziario a Turchia, Libano e Giordania potrebbe porre fine alla migrazione di massa in Europa" ha detto aggiungendo che secondo lui le migliaia di migranti in arrivo non fuggono dalla guerra ma vogliono vivere come "i tedeschi o gli svedesi". Orban ha confermato che la frontiera ungherese con la Serbia verrà chiusa a partire dal 15 settembre con la barriera metallica e di filo spinato, e che con ciò i migranti verranno rimandati indietro nel Paese "da dove sono arrivati". Il 15 settembre in Ungheria entreranno in vigore le nuove norme più restrittive in fatto di immigrazione che prevedono tra l'altro l'arresto e il carcere fino a tre anni per chi entrerà illegalmente nel Paese.
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