giovedì 15 settembre 2016
​Via libera dalla Commissione ai controlli alle frontiere esterne: Juncker pensa anche a un «corpo europeo di solidarietà» con 100mila volontari.
Migranti, dall'Ue 44 miliardi per l'Africa
La Commissione Europea ha mantenuto la promessa: ieri ha concretizzato il piano per favorire investimenti in paesi strategici come transito o soprattutto origine dei migranti. Non parliamo dei 'migration compact' (gli accordi ad hoc con singoli paesi con aiuti per le infrastrutture e la gestione dei migranti in cambio di precisi impegni), che sono una cosa distinta, ma di un piano per attirare investimenti in paesi difficili, dove le imprese europee, da sole, non osano avventurarsi. Era stato preannunciato a giugno, ieri la Commissione ha fornito i dettagli. L’idea, in sostanza, è di replicare per gli investimenti in Africa e Medio Oriente il modello del 'Piano Juncker', e cioè usare danari pubblici per attirare fondi privati. Stiamo parlando del 'Piano europeo per investimenti esterni' (Eip), il cui cuore è il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (Efsd). «Se guardiamo al Medio Oriente e all’Africa - ha spiegato l’Alto rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini - vediamo regioni con elevatissimo potenziale ostacolato da guerre, povertà mancanza di infrastrutture e debole governance». Il fondo aiuterà proprio a sbloccare questo potenziale, favorendo gli investimenti stranieri mediante garanzie e sovvenzioni.  Per l’Efsd la Commissione utilizzerà 3,5 miliardi di euro dal bilancio Ue (2,6 miliardi di prestiti più 750 milioni per garanzie su investimenti) contando di arrivare con l’effetto leva (un miliardo di euro di fondi pubblici attira 11 miliardi di fondi privati) alla somma di 44 miliardi di euro. «E’ una cifra gigantesca, pari all’intero ammontare degli aiuti allo sviluppo che l’Ue eroga in tutto il mondo», ha spiegato Mogherini. Se gli stati membri stanzieranno la stessa cifra, si arriverebbe a 88 miliardi di euro. Mogherini parla di una «rivoluzione copernicana ». L’interesse, in effetti, è sia per l’Europa, sia per i paesi che ne beneficeranno. «L’Eip - dice l’Alto rappresentante - creerà le condizioni per consentire agli europei di espandere le loro imprese e di entrare in nuovi paesi, ma al tempo stesso consentirà di sostenere le economie e le società dei nostri partner, nonché i nostri obiettivi strategici di politica estera». Il sostegno alle imprese Ue sarà anche non solo dal punto di vista finanziario, noi li accompagneremo e li assisteremo sul posto, grazie anche alle delegazioni (una sorta di ambasciate n.d.r.) Ue», spiega ancora Mogherini. La partita è chiara: da un lato aiutare lo sviluppo riducendo i motivi di partire verso l’Europa, dall’altro però creare le condizioni per nuovi sbocchi economici per le imprese europee, e dunque favorire l’occupazione in Europa. Sul fronte migrazione ieri da registrare anche l’annuncio ufficiale da parte del presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker di un Sistema europeo di informazione sui viaggi verso l’Ue di cittadini extracomunitari senza obbligo di visto, sul modello di quanto già fanno gli Usa, con l’obbligo di registrarsi online prima di partire. Ieri, inoltre, il Consiglio dell’Ue ha dato il via libera finale al nuovo corpo di guardie di frontiera e costiera Ue per rafforzare il controllo esterno delle frontiere Ue. Un corpo che entrerà in funzione da ottobre, e disporrà di una riserva di 1.500 funzionari e agenti di frontiera da dispiegare in caso di emergenza alla frontiera esterna di un paese. Juncker infine lanciato l’idea di un «corpo europeo di solidarietà», con 100.000 volontari entro il 2020 per affrontare emergenze come quelle dei migranti.
© Riproduzione riservata

ARGOMENTI: