giovedì 7 dicembre 2017
Il padre di un'aspirante cittadina italiana aveva chiesto l'autorizzazione alla trascrizione di cittadinanza della figlia, gravemente malata, senza il prescritto giuramento ai valori costituzionali
Consulta: obbligo di giuramento per uno straniero disabile è discriminatorio

Nuovo passo avanti della giurisprudenza costituzionale verso l'estensione agli stranieri dei diritti fondamentali spettanti
ai cittadini. I giudici della Corte Costituzionale hanno giudicato illegittimo e incostituzionale, l'imposizione allo straniero disabile del giuramento di fedeltà alla Repubblica come condizione per acquisire la cittadinanza italiana. L'imposizione rappresenta, secondo gli ermellini della Consulta, una forma di "discriminazione" e di "emarginazione sociale".

La questione è stata posta dal giudice tutelare del tribunale di Modena, chiamato a decidere sulla richiesta di un amministratore di sostegno, padre di un'aspirante cittadina italiana, di autorizzare la trascrizione del decreto concessivo della cittadinanza in favore della figlia, pur senza il prescritto giuramento di adesione ai valori costituzionali. La figlia, infatti, non era in condizione di prestarlo in quanto affetta da grave patologia psichica.

Il giudice, rilevando l'impossibilità di esonerare dal giuramento la straniera disabile proprio a causa delle norme vigenti, ha sollevato questione di legittimità costituzionale . E la Corte ha accolto la sua richiesta.

La Corte ricorda che il quadro normativo di riferimento in materia di disabilità è volto non solo a prestare assistenza ma anche a favorire l'integrazione sociale. Le condizioni invalidanti sono cioè ostacoli che la Repubblica ha il compito di rimuovere per consentire "la massima autonomia possibile" del disabile e il pieno esercizio dei diritti fondamentali. Anche se la persona è straniera, come in questo caso, in procinto di diventare cittadino italiano.


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