martedì 6 marzo 2018
Soccorsi 72 naufraghi in arrivo a Pozzallo: "Tanti morti, donne e bambini". La telefonata drammatica del bimbo: "Ti prego zio, non mi lasciare solo"
Ventuno persone disperse, tra cui una donna in gravidanza, nell'ultimo naufragio di 2 giorni fa (foto SOS MEDITERRANEE/HARA KAMINARA)

Ventuno persone disperse, tra cui una donna in gravidanza, nell'ultimo naufragio di 2 giorni fa (foto SOS MEDITERRANEE/HARA KAMINARA)

Ancora partenze e tragedie. Nello scorso fine settimana almeno 21 migranti avrebbero perso la vita in mare, secondo i racconti raccolti a bordo della nave Aquarius delle Ong Sos Mediterranee e Medifici senza frontiere, ora in rada in attesa di approdare nel porto di Pozzallo. A bordo ci sono 72 superstiti, tra cui 14 minori non accompagnati, soccorsi da un mercantile, al largo delle coste libiche, mentre erano in navigazione su due distinte imbarcazioni verso l'Europa.

Poche ore prima del salvataggio la Aquarius era stata testimone diretta dell'intercettazione di un'imbarcazione in difficoltà in acque internazionali da parte della Guardia Costiera libica. Stando a quanto riferisce l'equipaggio, "tra i 72 naufraghi trasferiti a bordo della Aquarius nella serata di sabato, 30 erano stati tratti in salvo la notte precedente da un'imbarcazione in legno che stava per affondare.


Gli altri 42 sono saltati in acqua da un gommone che in seguito è stato intercettato dalla Guardia Costiera libica in acque internazionali a 53 miglia nautiche dalle coste libiche. Tutti sono stati soccorsi dalla nave mercantile cipriota MV Everest".
Almeno 21 persone, tra cui una donna in gravidanza, sarebbero annegate nel naufragio dell'imbarcazione in legno e circa 90 sono state riportate in Libia dalla Guardia costiera libica.

"Eravamo 51 sulla barca di legno. Ma quando nella notte - ha raccontato ai volontari un giovane sopravvissuto del Gambia - le persone sono andate in panico la barca si è quasi capovolta e alcuni sono caduti in acqua. C'erano cinque donne a bordo,
quattro sono affogate, tra cui una incinta. Ho perso mio fratello. È morto"

La telefonata drammatica del bimbo: zio non mi lasciare

Fra le 90 persone riportate in Libia dalla Guardia costiera c'è anche un bimbo. "Zio, non mi lasciare". Sono le sue ultime parole, drammatiche, piangendo al telefono con lo zio. Erano tutti e due a bordo di un gommone in navigazione verso l’Europa. Si sono separati quando i migranti, un centinaio circa, sono stati intercettati da una barca della Guardia costiera libica a 35 miglia dalle coste, in acque internazionali. Molti uomini, per sfuggire, si sono gettati in acqua prima di essere avvicinati dai militari. Alcuni sono riusciti a rimanere a galla. Altri non ce l’hanno fatta e risultano dispersi. Sarebbero più o meno venti, secondo i racconti dei superstiti. Altri trenta sono stati successivamente soccorsi da una nave mercantile. Fra loro c’è anche lo zio del bambino, che ora non si dà pace. Lui è salvo, lontano dall’inferno libico (ne porta ancora i segni sulla pelle), fra i 72 migranti soccorsi a bordo della nave Aquarius. Fra poche ore sbarcherà a Pozzallo.

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