sabato 21 agosto 2021
Nel padiglione B1, tra gli stand di Avsi e delle altre Ong impegnate in ogni parte del mondo per aiutare gli ultimi
Meeting di Rimini

Meeting di Rimini - Lapresse

COMMENTA E CONDIVIDI

Un aiuto subito. È quello che parte da Rimini e arriva a Les Cayes, nel cuore di Haiti devastata dal terremoto e dalle alluvioni. A tendere la mano è l’Ong Avsi: nello stand allestito nel padiglione B1 del Meeting campeggia lo slogan che anima la raccolta fondi in favore del Paese caraibico, uno tra i più poveri al mondo.

«Le donazioni sono libere e detraibili – spiega Elena Ricci – e serviranno per distribuire kit per l’igiene personale, mai così necessari come ora, e tende per gli sfollati». A una settimana dal sisma gli aiuti ancora latitano, è anche una lotta contro il tempo. Avsi è presente ad Haiti da inizio 2000, si occupa come tradizione di educazione per bambini, ma a 360 gradi, anche alimentare e sanitaria, coinvolgendo nel percorso le famiglie.

A Les Cayes aveva – unica Ong – un ufficio ora distrutto dal sisma, e circa 20 persone al lavoro. Alcune di esse, tra cui la cooperante Annalisa Costanzo, domenica alle 18 saranno in collegamento in diretta con lo stand del Meeting per raccontare la situazione attuale, i bisogni, le speranze.

Quello di Avsi, organizzazione non profit che realizza progetti di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario, è uno dei tanti sguardi aperti sul mondo che trovi al Meeting. Anzi, la kermesse di Cielle nasce proprio con un’anima internazionale e solidale. «Meeting, col suo fascino esotico e poco provinciale – racconta Antonio Smurro, uno dei fondatori –. Amicizia fra i popoli nasce dall’internazionalismo culturale e politico che si respirava in quegli anni».

All’inizio era l’Argentina dei desaparecidos, gli indios dell’Amazzonia minacciati di genocidio, i dissidenti russi, Lech Walesa e Solidarnosc. Per dare un’idea dei confini invisibili della manifestazione, Jean Bertolino proponeva un documentario su Afghanistan e Kurdistan già nelle primissime edizioni.

In questo Meeting della ripartenza, del ritorno in presenza, non è affatto strano che uno dei padiglioni più grandi e importanti dell’edizione 2021 sia proprio quello dedicato alla cooperazione internazionale. In B1 trovi – uno accanto all’altro – realtà e storie diverse. La Mostra sulla base umanitaria del Wfp di Brindisi, dove funzionari italiani della base racconteranno le loro attività; e lo spazio sulla Sicurezza Alimentare, sviluppato con Fao, che racconta il ruolo da protagonista dell’Italia su questo tema. Con un pensiero all’Afghanistan: in quella terra è presente da anni per la conservazione e lo sviluppo del patrimonio culturale, il progetto Wash (acqua, sanità e igiene). Sospeso di netto due settimane fa, all’avanzata dei talebani.

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI