lunedì 18 settembre 2017
Il presidente della Repubblica, accompagnato dal ministro dell'Istruzione Fedeli, è intervenuto a Taranto all'inaugurazione dell'anno scolastico 2017-2018
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accolto al suo arrivo a Taranto dal ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli e dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accolto al suo arrivo a Taranto dal ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli e dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano

«Non dobbiamo mai smettere di chiederci in che modo sia possibile investire di più, e sempre meglio, nella scuola». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo, questa mattina alla scuola primaria «Falcone» di Taranto, all'inaugurazione dell'anno scolastico 2017-2018. Accompagnato dal ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, il Capo dello Stato ha ricordato che la scuola «deve essere veicolo di mobilità sociale», perché «è motore di cultura e, quindi, di libertà, di eguaglianza sostanziale».

Chi danneggia una scuola fa del male all'Italia

Il presidente ha poi ricordato il recente atto vandalico contro la scuola «Pirandello» di Taranto, sottolinenando che «chi distrugge le scuole, chi compie atti di vandalismo nelle aule, chi sottrae strumenti didattici, provoca una grave ferita: non soltanto - e stupidamente - a se stesso ma a tutti voi studenti. Quando si danneggia una scuola, viene ferita, in realtà, l'intera comunità nazionale». Di contro ha invece espresso la soddisfazione «quando una scuola risorge dalle macerie di un terremoto, quando un'aula vi viene restituita, pulita e decorosa, dopo devastazioni teppistiche, è l'intera società che ne trae beneficio».

«Sulle riforme serve confronto sereno»

Nel suo messaggio a studenti, docenti e famiglie, Mattarella si è quindi soffermato sulle riforme che, in questi anni, hanno riguardato il mondo della scuola e sulle polemiche, anche aspre, che ne sono puntualmente seguite. «Si deve tener conto - ha ricordato il Presidente della Repubblica - che i temi della scuola, per la loro delicatezza e importanza, stanno molto a cuore a tante persone, a tutti, in realtà. È comprensibile, quindi, che vi siano diverse opinioni. Proprio per questo vi è bisogno di confronto, sereno e obiettivo, sulle politiche scolastiche, iniziando dalle forze politiche e sociali. Un confronto che metta al centro gli studenti, il loro futuro, la loro capacità di integrarsi nel mondo del lavoro e nella comunità civile. Una dialettica vivace, anche serrata, è certamente proficua. L'importante è che convenienze, particolarismi e, talvolta anche strumentalità, non frenino lo sviluppo adeguato del sistema scolastico».

Fedeli: «Combattere la povertà educativa»

Uno sviluppo che, ha sottolineato il ministro Fedeli, deve riguardare anche e soprattutto le zone dove è più forte la povertà educativa. «Credo che bisogna investire molto nelle zone di povertà economica e povertà educativa perchè lì - ha ricordato - le scuole devono diventare di eccellenza, orgoglio di tutto il paese per integrazione e difesa dall'abbandono scolastico. Un ragazzo che abbandona la scuola - ha concluso - è una sconfitta perchè non abbiamo fatto tutto quello che dovevamo per trattenerlo nel suo percorso formativo».

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