martedì 26 febbraio 2013
​Pdl e Lega avanti di otto punti al Senato. Prudenza nel Carroccio, con il segretario che va via senza parlare, ma c'è ottimismo. Ambrosoli spera nel recupero. Oggi, dalle ore 14, al via lo scrutinio.
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​Il patto Pdl-Lega in Lombardia rinasce dalle sue ceneri come l’araba fenice e non solo. Perché i dati di Camera e Senato con il centrodestra in vantaggio in Regione alle politiche, dicono che Roberto Maroni ha messo pure un’opa anche sulla corsa alla presidenza della Regione Lombardia. Sarebbe di 8,4 lo scarto in punti al Senato tra le due coalizioni. Fatto che porterebbe il segretario nazionale del Carroccio ad avere in mano, con Veneto e Piemonte, tutto il Nord. Avviando così quel progetto non di macroregione, ma di euroregione, già definita (e permessa) in maniera inequivocabile dalle istituzioni europee. Lo stesso Maroni però frena. Non ci sono certezze. Così lui preferisce non parlare e lascia via Bellerio alle 20 e 30. I suoi sono ancora più chiari: in caso di testa a testa e di distacchi di pochi voti «chiederemo il riconteggio». E nel centrosinistra dicono, infatti, che non è detta l’ultima parola. Nonostante il distacco, Umberto Ambrosoli ha ancora alcune frecce nel suo arco per riuscire a invertire un dato tendenziale che lo vede per ora sotto. Per esempio nel voto locale Ambrosoli può sperare anche nell’incidenza delle liste civiche legate al voto di opinione, sull’alleanza con Ingroia, sulla speranza di un possibile voto disgiunto dei montiani e dei grillini. E non ultimo anche il voto dei giovani che non possono votare al Senato, anche se questa tendenza potrebbe essere condivisa con la Lega Nord, formazione pure lei in grado di accalappiare, come anche Grillo, il voto delle nuove generazioni. Ininfluente sarà invece la tanto temuta astensione. In Lombardia i votanti sono stati 74,6% contro il precedente dato del 2010, pari al 63,1. L’incremento dunque è stato cospicuo, con ben 11,5 punti percentuali in più.Dal quartier generale padano di via Bellerio, già a metà pomeriggio, man mano che si susseguivano le proiezioni, i sorrisi e le l’ottimismo iniziavano a sprecarsi. Con chi fissava già in domani la data di fondazione della “Padania”. «Il centrodestra tiene, la Lega tiene e ciò fa ben sperare per il risultato di domani, siamo molto fiduciosi», dice il vicesegretario federale della Lega Nord, Giacomo Stucchi, primo dirigente leghista a parlar, in attesa dello spoglio delle regionali in Lombardia, che inizierà oggi alle 14. «C’è stata un’affermazione del centrodestra, della nostra coalizione che non era attesa dai sondaggisti, come non era previsto il calo del centrosinistra», ha proseguito Stucchi.In Lombardia «la partita è aperta», perché il candidato del centrosinistra alle elezioni regionali Ambrosoli «è riuscito a costruire una coalizione ampia che intercetta anche una parte degli elettori che si riconoscono nella lista di Monti e anche parte del voto di protesta andato a Grillo», serra le fila il vicesegretario regionale lombardo del Pd Alessandro Alfieri. «Quella di Ambrosoli – aggiunge – è una proposta di discontinuità forte anche se vedendo i dati delle politiche in Lombardia il centrodestra sembra reggere nonostante gli scandali in Regione». «I dati al Senato ci danno un vantaggio netto e probabilmente domani ci sarà la vittoria di Maroni in Lombardia», dice il presidente uscente della Lombardia, Roberto Formigoni. E ancora: «I dati – ha aggiunto – finora dimostrano che siamo molto più attivi oggi di quanto le campane che suonavano a morto per noi facessero pensare». Ma alla Lega sono cauti, la speranza più che il Parlamento era vincere in Lombardia e i giochi saranno chiari solo oggi. Anche se il segretario nazionale della Liga Veneta spiega Flavio Tosi: «Dal punto di vista delle politiche l’alleanza con Berlusconi l’abbiamo pagata. È chiaro che se questa alleanza ci consentirà di governare in Lombardia con Maroni sarà valsa la pena, alla luce di questo risultato strategico».
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