lunedì 12 gennaio 2015
​Slitta la discussione sulla richiesta di permanenza del fuciliere per motivi di salute. Sarà esaminata mercoledì 14 gennaio: la corte suprema indiana ha stabilito che sarà un altro giudice ad esaminare il caso.
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Il presidente della Corte Suprema indiana ha rifiutato di esaminare la richiesta di proroga della permanenza in Italia del maro Massimiliano Latorre, operato il 5 gennaio scorso al cuore, e il cui rientro doveva avvenire originariamente entro la mezzanotte di oggi, ma che era stato prolungato al 16 gennaio, nell'udienza del 16 dicembre scorso. Si tratta della stessa che aveva negato a Salvatore Girone di tornare a casa per Natale. Il presidente ha deciso che saranno altri giudici ad esaminare mercoledì 15 la richiesta di proroga. Il presidente, H.L. Dattu, ha spiegato di non poter esprimersi sulla nuova richiesta di proroga del permesso concesso a Latorre perché era stato sempre lui a negare il 16 dicembre scorso la prima domanda di estensione della convalescenza. Per questo il giudice, che peraltro aveva sbrigativamente detto agli avvocati che avrebbe deciso stamane, ha trasferito l'esame della richiesta ad un'altra sezione sempre della Corte Suprema, mercoledì 15 gennaio, di fatto ribadendo di non considerare più vincolante l'originario termine fissato per la mezzanotte di oggi, quando a settembre era stata concessa la licenza medica a Latorre in seguito all'ictus. Commentando il difficile momento, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha osservato ieri in un'intervista televisiva che "esiste una condizione sanitaria che non consente a Latorre di tornare in India", sottolineando al riguardo che si tratta di "una condizione insuperabile". La nuova istanza presentata è più asciutta della precedente, riassume le terapie riabilitative seguite da Latorre, e spiega che i suoi medici hanno deciso di sottoporlo ad un intervento cardiaco per rimuovere la possibile causa dell'ictus sofferto in India. In essa non si propongono i tempi di estensione dell'eventuale permesso, lasciando questo alla discrezionalità del tribunale. Dimesso dal Policlinico San Donato alle porte di Milano l'8 gennaio, il sottufficiale di Marina è stato trasferito in un'altra struttura sanitaria, dove ora è sottoposto a follow up neurologico.
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