mercoledì 9 dicembre 2020
Mancavano soltanto 3 mesi alla pensione dell'infettivologo Magliocca, responsabile delle Malattie infettive all’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino. «E' morto nel suo reparto»
Mario, primario "coraggio". «Si è ammalato salvando la vita agli altri»
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Ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino. Qui ha lavorato per quasi trent’anni il dottor Mario Claudio Magliocca. Qui ha combattuto da primario del reparto di Malattie infettive contro il Covid-19, qui con molta probabilità lo ha contratto e qui è tornato in gravi condizioni.

È morto giovedì scorso, aveva 66 anni, sarebbe andato in pensione fra tre mesi. Era ricoverato dal 20 novembre nell’area Covid, nella quale era stato chiamato a dare il suo contributo per fronteggiare la seconda ondata della pandemia.

Dopo una parentesi da medico di famiglia nel suo comune d’origine, Roccarainola, il dottor Magliocca vinse il concorso. Il 30 dicembre 1991 fece il suo ingresso nell’ospedale irpino. Suo collega per tanti anni è stato Carmine Sanseverino, medico del pronto soccorso del Moscati. La sua è la storia di chi invece ce l’ha fatta. Contagiato durante la prima ondata, il dottor Sanseverino ha lottato a lungo contro il Covid in terapia intensiva e alla fine è guarito. Ora è ancora alle prese con i postumi della malattia. Ha tenuto, finché ha potuto, una sorta di diario su Facebook dal giorno in cui è risultato positivo. «Rivedrò mai la mia amata Carmela, riuscirò a vedere i miei figli laureati?», scrisse prima di essere intubato. Poi un lungo silenzio. Si rifece vivo a metà giugno per annunciare la sua guarigione e l’inizio del percorso di riabilitazione, che dura ancora oggi. Ha voluto che fosse diffuso un video che lo ritrae intubato. Ora il suo pensiero va al collega che non ce l’ha fatta.

Lo aveva incontrato nel suo reparto nel corso di uno dei controlli ai quali si sottopone da quando è guarito. «Mario era spesso chiamato, insieme ai colleghi di Malattie infettive, a dare il suo contributo nella cura dei pazienti Covid – racconta Sanseverino –. Dopo che ho saputo della sua positività e poi del suo ricovero, ho sperato fino all’ultimo nella sua guarigione, ma così non è stato. Ci vedevamo spesso, condividevamo l’attività all’interno del sindacato Anaao Assomed, di cui io sono segretario aziendale e al quale lui era iscritto da diversi anni. È chiaro che la probabilità che abbia contratto il virus fra i reparti è alta. Pur disponendo delle protezioni, quando si trascorrono diverse ore a contatto con i pazienti la più piccola distrazione può risultare fatale. Ma parliamo di congetture…».

Il dottor Magliocca non è stato il primo in servizio in Irpinia a trovare la morte sul fronte della lotta alla pandemia. Prima di lui se ne era andato Aldo Spinazzola, 85 anni, medico in pensione di Melito Irpino. Ma la triste conta non si è fermata. Lunedì, il Covid-19 si è portato via anche Sergio Pascale, primario del reparto di Rianimazione della clinica Malzoni di Avellino. E Giuseppe Mosca, di appena 34 anni, impiegato nella Asl di Caserta nel coordinamento del contact tracing: tecnico della Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, precario in corso di stabilizzazione, era ricoverato da più di un mese in rianimazione all’ospedale di Frattamaggiore.

IL RICORDO DEL PRIMARIO MAGLIOCCA IN UN VIDEO

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