giovedì 22 maggio 2014
A partire da quest'anno nel calcolo entreranno attività illegali come il contrabbando di sigarette o alcol. Il commissario Ue al Fisco minimizza: si fa da decenni, è solo un'armonizzazione. Polemica tra il sindaco di Roma, Ignazio Marino, che apre alle zone a luci rosse, e la Comunità Giovanni XXIII. Giovanni Ramonda:  «Proposta vecchia e inaccettabile, rende le istituzioni conniventi con gli sfruttatori».
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Anche droga e prostituzione, seppure da noi attività illegali, contribuiranno al calcolo delle ricchezza del Paese, il Pil. Tutti i Paesi Ue, compresa l'Italia, infatti, rileva l'Istat, inseriranno "una stima nei conti (e quindi nel Pil)" di "traffico di sostanze stupefacenti, servizi della prostituzione e contrabbando (di sigarette o alcol)". La novità sarà inserita a partire dal 2014, in coerenza con le linee Eurostat. Si tratta di una novità che rientra nelle modifiche condivise a livello europeo e connesse, evidenzia l'Istat, al "necessario superamento di riserve relative all'applicazione omogenea tra paesi Ue degli standard già esistenti".Nello specifico, tra le riserve trasversali avanzate ce ne è una, sottolinea l'Istituto, che "ha una rilevanza maggiore", in quanto, appunto, riguarda l'inserimento nei conti delle attività illegali, che già il precedente sistema dei conti nazionali, datato 1995, aveva previsto, "in ottemperanza al principio secondo il quale le stime devono essere esaustive, cioè comprendere tutte le attività che producono reddito, indipendentemente dal loro status giuridico". L'Istat riconosce come la misurazione delle attività illegali sia "molto difficile, per l'ovvia ragione – spiega – che esse si sottraggono a qualsiasi forma di rilevazione, e lo stesso concetto di attività illegale può prestarsi a diverse interpretazioni". Ecco che, aggiunge, "allo scopo di garantire la massima comparabilità tra le stime prodotte dagli stati membri, Eurostat ha fornito linee guida ben definite. Le attività illegali come prostituzione e traffico di droga "già facevano parte del calcolo del Pil da decenni, sia a livello Ue che internazionale", spiega Emr Trayr, portavoce del commissario Ue al fisco Algirdas Semeta. Quello che cambia in Europa dal prossimo settembre è che sarà "armonizzato" il calcolo e la definizione delle attività illegali. sotto cui ricade la riforma di Eurostat. Il sistema europeo di statistica attualmente in uso (ESA 95) – viene sottolineato – è basato su standard internazionali che includono stime del sommerso nel calcolo del Pil (attività illegali, produttori in nero, evasori, etc) e quindi richiede anch'esso gli stessi dati. ESA 95 sarà rimpiazzato da regole aggiornate (ESA 2010) a settembre 2014, ma l'obbligo di includere le attività economiche sommerse non cambia di molto rispetto ad oggi. Verrà solo armonizzato il sistema di analisi delle attività illegali così come concordato dalla Ue nel 2012", ha spiegato la portavoce. La ragione per la quale si includono anche le attività illegali "è per riflettere meglio lo stato dell'economia: tutte le attività economiche e le transazioni devono essere prese in considerazione per dare un accurato quadro dei consumi e del Pil, siano essi legali o no", ha concluso. Intanto è polemica sull'apertura del sindaco di Roma, Ignazio Marino all'idea di realizzare zone in cui poter esercitare la prostituzione. Al primo cittadino della Capitale, che ha ribadito anche di essere favorevole alla legalizzazione della cannabis, ha replicato la Comunità Papa Giovanni XXII. "La zonizzazione è una proposta vecchia e inaccettabile, che non risolve il problema della prostituzione e rende le istituzioni pubbliche conniventi con gli sfruttatori". È il commento di Giovanni Ramonda, responsabile generale della Comunità fondata da don Oreste Benzi."L’unica soluzione veramente efficace e rispettosa della dignità umana, della donna in particolare, è l’introduzione anche in Italia del modello nordico che vieta le prestazioni sessuali a pagamento – prosegue Ramonda –. Su questo abbiamo avviato una petizione on line che ha già superato le 21mila firme (www.citizengo.org)"."Anziché puntare sulle zone a luci rosse – conclude Ramonda – chiediamo al sindaco Marino un incontro per valutare assieme come collaborare per contrastare adeguatamente questa inaccettabile forma di sfruttamento".
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