mercoledì 19 dicembre 2018
Via libera del collegio dei commissari all'accordo raggiunto dalla Commissione con Palazzo Chigi. Pronto il maxi-emendamento correttivo: riduzione dei fondi per Reddito di cittadinanza e Quota 100.
Da sinistra: Il commissario Ue per gli affari economici Pierre Moscovici, il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia Giovanni Tria a Palazzo Berlaymont, Bruxelles

Da sinistra: Il commissario Ue per gli affari economici Pierre Moscovici, il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia Giovanni Tria a Palazzo Berlaymont, Bruxelles

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La Commissione Ue ha deciso di non avviare la procedura per debito eccessivo nei confronti dell'Italia. Il collegio dei commissari ha dato il suo via libera all'accordo raggiunto dalla Commissione con
il governo italiano sulla manovra. Lo si apprende a Bruxelles, da fonti a conoscenza della discussione tra i commissari. La Commissione ha dunque deciso di non avviare la procedura per deficit eccessivo legata al debito nei confronti dell'Italia. La Commissione avrebbe in sostanza deciso di soprassedere sull'avvio della procedura in attesa di ulteriori verifiche da compiere nelle prossime settimane per tornare poi a fare il punto della situazione a gennaio una volta che la legge di bilancio sarà stata approvata dal Parlamento.

Sul raggiungimento dell'accordo è intervenuto in Senato il presidente del consiglio Giuseppe Conte. «In queste settimane abbiamo lavorato per avvicinare le posizioni senza mai arretrare rispetto agli
obiettivi che ci hanno dato gli italiani con il voto del 4 marzo», ha detto il premier. «Non abbiamo ceduto sui contenuti della manovra» ha aggiunto.
«L'iter della manovra ha proceduto con lentezza scontando ritardo con tempi previsti. Rinvii - ha affermato - non causati da incertezze interne al governo: il rallentamento è stata l'inevitabile compressione a causa complessa interlocuzione con l'Ue alla quale abbiamo dedicato le nostre più risolute energie e impegno».

Conte ha poi aggiunto: «Abbiamo lavorato con la massima determinazione per evitare» la procedura di infrazione, «dialogando a più riprese con presidente e componenti della commissione ma anche con capi di Stato e di governo dei Paesi al fine di mostrare il più ampio disegno riformatore e persuaderli dell'opportunità di giungere, nel reciproco interesse, a una soluzione. Quando il 21 novembre scorso la commissione ha formalizzato le sue riserve mi sono assunto l'onere e la responsabilità di riannodare il dialogo affinché non fosse compromesso il processo riformatore avviato da questo governo».

«L'Italia sta a cuore all'Europa e all'area euro, che esce rafforzata da questo risultato positivo», ha affermato dal canto il commissario europeo, Pierre Moscovici, per cui l'accordo raggiunto tra Roma e Bruxelles «dimostra che la Commissione non è nemica del popolo italiano come qualcuno voleva dipingerci». Il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ha precisato che «l'accordo di oggi non è perfetto ma ci permette evitare la procedura di infrazione, a condizione che le misure vengano attuate pienamente». La Commissione avrebbe in sostanza deciso di soprassedere sull'avvio della procedura in attesa di ulteriori verifiche da compiere nelle prossime settimane per tornare poi a fare il punto della situazione a gennaio una volta che la legge di bilancio sarà stata approvata dal Parlamento.

E a Palazzo Chigi è pronto l'emendamento alla manovra che recepisce l'esito della trattativa con l'Ue. Il governo dovrebbe presentare le modifiche sui saldi, che prevedono la riduzione dei fondi per reddito di cittadinanza e pensioni, in commissione Bilancio subito dopo l'intervento del premier Giuseppe Conte in Senato previsto alle 13.

All'interno dell'accordo raggiunto tra Roma e Bruxelles c'è anche la revisione della crescita del Pil che passa dall'1,5 all'1%, hanno reso noto i commissari Ue. Secondo il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, dei 12,2 miliardi di misure per il 2020, 9,4 miliardi sono clausole di salvaguardia, su cui l'Italia confida «molto», mentre Bruxelles ha constatato in passato che la clausola sull'aumento dell'Iva «l'Italia non l'ha attivata, e se questo non accade nemmeno stavolta, dovrà trovare risorse altrove».

Dubbi a Bruxelles già emergono sulla proroga delle concessioni balneari senza gara per un periodo di 15 anni, come previsto da un emendamento alla manovra. Una decisione che sarebbe contro il Trattato dell'Unione Europea. A Bruxelles viene sottolineato che la Corte di Giustizia dell'Ue ha confermato che «l'estensione automatica di autorizzazioni esistenti» per le concessioni balneari «senza una procedura di selezione per potenziali candidati» va contro la direttiva sui Servizi. La Commissione europea tuttavia non si è ancora espressa.






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