Processo a Roma. Mafia capitale, prime condanne


giovedì 7 gennaio 2016
​Due anni e due mesi a ex assessore. Altre quattro persone sono state ritenute colpevoli con il rito abbreviato. E per altre quattro il giudice ha accettato la richiesta di patteggiamento.
Arrivano le prime condanne in relazione all'inchiesta "Mafia capitale", che ha profondamente scosso il mondo politico e imprenditoriale romano. L'ex assessore pd del Comune di Roma Daniele Ozzimo è stato condannato dal gup a due anni e due mesi. Ozzimo è accusato di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio. Il giudice per le udienze preliminari ha condannato anche a 2 anni e 4 mesi di reclusione Massimo Caprari, ex consigliere comunale di Centro Democratico, coinvolto in uno dei filoni del processo a Mafia Capitale. Il magistrato, poi, sempre in un procedimento con rito abbreviato, ha condannato a un anno e dieci mesi Gerardo e Tommaso Addeo, ex collaboratori di Luca Odevaine, l'ex componente del tavolo di coordinamento per i rifugiati e imputato nel maxiprocesso. Condannato a 2 anni 2 mesi anche Paolo Solvi (collaboratore dell'ex presidente del X Municipio, Andrea Tassone). Per tutti l'accusa è corruzione. Inoltre, sempre nell'ambito di Mafia Capitale, anche i patteggiamenti per gli ex dirigenti della cooperativa La Cascina. Il gup ha avallato pene che vanno dai 2 anni e 8 mesi ai 2 anni e 6 mesi nei confronti di Francesco Ferrara, Domenico Cammisa, Salvatore Menolascina, Carmelo Parabita. Sono tutti accusati dalla Procura di corruzione. Tutti gli ex dirigenti della Cascina sono accusati di corruzione nei confronti di Luca Odevaine, già appartenente al Tavolo di Coordinamento Nazionale sull'accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale, al fine di ottenere l'appalto per la gestione del Cara di Mineo.
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