martedì 21 giugno 2016
​Comunicazione martellante per «Roma che rinasce». Tour per il referendum e Di Maio candidato premier
M5S punta al voto: 3 mosse per Palazzo Chigi
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La prima metà del pronostico di Gianroberto Casaleggio si è avverata. «La tappa numero uno sarà la salita al Campidoglio, poi conquisteremo il governo del Paese», continuava a ripetere il guru del Movimento 5 Stelle fino a pochi giorni prima della sua scomparsa. La realtà ci dice che, per il momento, i pentastellati sono andati persino oltre la rosea previsione del loro stratega. Ed è un esito che va al di là di ogni immaginazione per il M5S soprattutto per due ragioni: la vittoria di Virginia Raggi si è rivelata schiacciante e alla conquista della Capitale si è aggiunto il trionfo inaspettato di Chiara Appendino a Torino. Beppe Grillo, Davide Casaleggio, il direttorio e tutti gli esponenti del principale partito d’opposizione da ieri notte celebrano una doppietta storica, ma anche 19 vittorie su 20 ballottaggi in cui erano in corsa dopo il primo turno. L’euforia è palpabile. Una gioia incontenibile che si manifesta con feste prolungate fino all’alba, ma prevede pure siparietti nelle chat interne ai parlamentari, dove si gioca persino con i cognomi dei candidati,  alternando caratteri minuscoli e maiuscoli delle lettere. «Oggi sono RAGGIante», scrive un deputato romano. «Per il Pd ormai siamo irRAGGIungibili », gli risponde a tono un collega di scranno. Per rendere omaggio al successo sotto la Mole, sui social spopola la foto del comico che si affaccia dalla finestra dell’albergo romano con vista sui Fori imperiali con un appendino (un appendiabiti) al collo. Questo, però, non è solo il tempo dell’esultanza sfrenata. «Anzi, adesso è soprattutto il momento della strategia », confidano dallo staff grillino. Del resto la convinzione generale è che nel 2017 ci saranno le elezioni politiche anticipate. «Al di là del risultato del referendum, pure se vincesse il 'Sì', Renzi potrebbe decidere di tornare alle urne per legittimarsi come presidente del Consiglio voluto dai cittadini». Quindi non c’è molto tempo da perdere. Non a caso, l’hotel dove alloggia Grillo nelle sue sortite capitoline, per l’occasione viene adibito a quartier generale del Movimento. Nella location nel cuore del centro storico si tiene una riunione dietro l’altra. Di carne al fuoco ce n’è fin troppa. Obiettivo, neanche a dirlo, salire il prima possibile a Palazzo Chigi. Un sogno da realizzare attraverso tre mosse. La comunicazione pro-Raggi. All’ora di pranzo scatta la convocazione via Whatsapp. E poco dopo le 15, i vertici della comunicazione si palesano all’hotel Forum per incontrare Casaleggio junior, che da Milano gestisce le piattaforme online: dal blog al sistema Rousseau. Al gran consulto partecipano Rocco Casalino e Ilaria Loquenzi, ma anche i membri dello staff che hanno seguito quotidianamente la campagna elettorale della candidata grillina in Campidoglio. L’idea è quella di prepararsi a rispondere all’offensiva che metterà in campo il Pd per mostrare l’inadeguatezza del M5S a risolvere i problemi di Roma. «Butteranno i rifiuti per strada e ci ostacoleranno in ogni modo pur di far vedere che siamo incapaci di governare – si ragiona in privato –. Ecco perché dobbiamo essere pronti a replicare colpo su colpo». Dal web verranno rilanciate tutte le iniziative portate avanti dall’amministrazione capitolina, fin dal primo giorno di insediamento. «Dobbiamo far vedere come il vento sia cambiato davvero e che Roma sta rinascendo». La campagna referendaria. È questione di giorni, se non addirittura di ore. Sta per scattare la campagna del M5S per sostenere il 'No' al referendum costituzionale. Ci sarà un tour che toccherà ogni angolo d’Italia, con parlamentari spediti nella loro area d’origine tutti i weekendda qui all’autunno. Ogni energia, insomma, sarà messa in campo pur di convincere i cittadini «del pericolo democratico che si correrebbe qualora il testo Boschi venisse certificato dal voto degli elettori». Il vice presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Danilo Toninelli, lancia immediatamente la sfida: «Ora massimo impegno per salvare la Carta. Poi le riforme, quelle vere». Parallelamente alla mobilitazione di piazza partirà anche un dossier sulla Rete in più puntate per smontare tassello dopo tassello le riforme disegnate dal governo Renzi con il contributo di docenti esperti della materia. La squadra di governo. La rosa degli aspiranti ministri e il candidato premier verranno annunciati soltanto al ridosso del voto. Ma il successo così clamoroso delle amministrative impone un’accelerazione. L’ipotesi più probabile, allora, è quella di attivare la procedura per la creazione della squadra di governo entro novembre. Nel frattempo si lavorerà per evitare di aprire una resa dei conti interna che sarebbe solo dannosa. Luigi Di Maio è il leader in pectore e non sembra avere rivali nella corsa verso Palazzo Chigi. Tanto che il vicepresidente della Camera, nel frattempo, lancia l’invito ad ambasciate e capi di Stato dei Paesi di tutto il mondo per venire a conoscere da vicino il M5S e la sua proposta di «governo alternativa al vecchio establishment».
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