venerdì 7 febbraio 2014
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Il Comune di Milano "cancella" mamma e papà per venire incontro alle coppie omosessuali. Lo strappo arriva con i nuovi moduli di iscrizione agli asili e alle scuole materne della città. Da una settimana, sui fogli che le famiglie si apprestano a compilare per iscrivere il proprio figlio al nuovo anno scolastico sono scomparse i termini "padre" e "madre". Al loro posto è arrivato un più generico "genitore" .La novità, che ha colto di sorpresa un po’ tutti (anche alcuni consiglieri del centrosinistra che guida la città) permetterà così alle coppie omosessuali con figli (le "famiglie arcobaleno") di indicare i propri dati anagrafici senza alcun riferimento (o imbarazzo) al sesso del padre o della madre. «Un cambiamento di rotta nei rapporti tra burocrazia e cittadino, i moduli di iscrizione alle scuola comunali sono così in sintonia con le famiglie omogenitoriali» spiega la consigliera Rosaria Iardino (Pd), autrice della inaspettata mossa elaborata in collaborazione con l’assessorato all’educazione e con l’esclusione di fatto del coinvolgimento del consiglio comunale e della commissione consiliare.Una "rivoluzione" permessa, spiega Iardino, dal collegamento tra il Registro delle unioni civili (istituito dal Comune di Milano la scorsa estate) e l’anagrafe comunale. Grazie al registro, quindi, è stato possibile apportare la modifica ai moduli di iscrizione, senza coinvolgere nel delicato dibattito e nella decisione tutti i consiglieri comunali. La cosa non è piaciuta a molti. E in poche ore si è accesa la polemica.«È preoccupante la deriva assunta dal Comune di Milano sul tema della famiglia, una posizione che evidenzia la demagogia e l’ideologia alla base dell’azione della Giunta Pisapia» commenta il consigliere regionale e coordinatore della Provincia di Milano del Nuovo Centrodestra, Luca Del Gobbo. Anche la coordinatrice regionale di Forza Italia, Maria Stella Gelmini, attacca: «La compagine che governa Milano impegna gli uffici comunali con grande dispendio di tempo e risorse a cancellare mamma e papà dai moduli di iscrizione agli asili, mentre latita sulla sicurezza, sulle periferie, sul lavoro, sui trasporti, sulle infrastrutture per Expo – critica Gelmini – Però gli Uffici comunali sono utilizzati da una consigliera del Pd per uccidere a colpi di burocrazia i termini più antichi e naturali del mondo: padre e madre. Una cosa patetica, che imbarazza per primi gli omosessuali».La svolta ideologica della giunta di Milano con la rivoluzione della modulistica non trova però riscontro nei numeri. Ad oggi, infatti, solo un quarto delle coppie iscritte al registro delle unioni sono gay o lesbiche (circa 200 su 800 unioni registrate). E di queste, a febbraio 2013, solo 13 le coppie con figli.
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