lunedì 15 febbraio 2010
È prevista per oggi, o al più tardi domani, la decisione del giudice per le indagini preliminari sulle richieste di scarcerazione delle persone arrestate nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per il G8 della Maddalena. Gianni Letta conferma il suo sostegno a Bertolaso, ma frena sul decreto legge per la trasformazione della Protezione civile in una Spa. Anche Bossi contrario.
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Gianni Letta stoppa "Protezione civile Spa". Dopo le polemiche scatenate dalle inchieste, il braccio destro del presidente del Consiglio conferma il sostegno al capo della Protezione civile che, sottolinea, in ogni caso continuerà a guidare la struttura «con gli strumenti abituali e con lo stesso spirito e con lo stesso impegno». L'ipotesi che la protezione civile diventi una Spa non piace nemmeno al ministro delle riforme, Umberto Bossi. "Penso che la protezione civile non debba diventare una Spa - ha detto il ministro - e non debba sparire. Bisogna stare molto attenti a fare certe scelte. Tremonti lo aveva detto da tempo e aveva ragione". "Quando non ci sono i controlli - ha concluso Bossi - nascono i pasticci. Nessuno in politica può evitare di avere i controlli". La novità è l'abbandono della Spa che Letta lascia chiaramente intendere: con la norma inserita in Senato nel dl emergenze, spiega, «si era solo pensato di dotare la protezione civile di uno strumento ulteriore, aggiuntivo, che le consentisse di operare, in determinate circostanze, con maggiore flessibilità ed efficacia». Letta ribadisce che «la protezione civile è e rimane un Dipartimento della Presidenza del Consiglio con le sue strutture, le sue funzioni e le sue regole che restano pubbliche», si dice «personalmente convinto che come in tutti questi anni nelle emergenze drammatiche e nei grandi eventi ha operato con successo senza questo ulteriore strumento, la Protezione civile di Bertolaso potrà tranquillamente continuare a farlo con gli strumenti abituali e con lo stesso spirito e lo stesso impegno».Intanto Bertolaso, che continua a professare la propria innocenza, è però pronto a lasciare: le dimissioni, spiega al Sole 24ore, sono «sul tavolo del presidente Berlusconi. Gli ho detto, presidente quando vuole, lei mi chiama e faccio le valigie in un minuto». Sul tappeto resta proprio il problema di Bertolaso. Il capo della Protezione civile è da giorni sotto assedio e non si sa per quanto tempo potrà ancora reggere. Quasi l'eco delle parole di Pierluigi Bersani: una «persona seria» come Bertolaso, dice oggi il segretario del Pd, in questa situazione dovrebbe «fare un passo indietro».   La maggioranza, comunque, continua a far quadrato attorno a Bertolaso: «Occorre fare chiarezza immediata - dice Italo Bocchino, vicepresidente dei deputati Pdl - per sottrarre il miglior capo della protezione civile del mondo da quella che appare una vera e proprio aggressione giudiziaria»
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