sabato 11 febbraio 2017
La raccolta firme prenderà avvio il prossimo autunno.
padre Massimo Rastrelli

padre Massimo Rastrelli

Una proposta di legge di iniziativa popolare, quindi con raccolta di firme, contro l’azzardo scaturita ieri dalla riunione organizzativa programmatica del cartello Uniti contro l’azzardo per prevenire l’usura. Associazioni e Fondazioni tra cui Libera, Consulta nazionale antiusura, Giocatori Anonimi, Confcommercio, Acli. Padre Alex Zanotelli, sempre schierato con i poveri e contro i poteri forti, hanno ribadito come la piaga dell’azzardo porti rischi a tutti i livelli: «Uno si affida alla sorte senza essere cosciente del fatto che va incontro a problemi di sanità mentale. Conosco tanti casi del genere qui a Napoli e ho visto file di persone davanti a i tabacchini in attesa di giocare. E si gioca anche online, il tutto con la benedizione dello Stato e con una pubblicità televisiva micidiale: tre spot su dieci sono inviti a giocare e buona parte del business è in mano alle mafie».

Ha parole terribili il gesuita padre Massimo Rastrelli: «I politici italiani tentano di penalizzare i Comuni schierati contro le slot machine, degno specchio di uno Stato che incentiva il gioco d’azzardo e l’usura».

La petizione è una provocazione anche nei confronti della legge in discussione nella Conferenza Stato-Regioni «peggiore di quella esistente», osserva l’avvocato Pasquale Riccio, componente della Fondazione Moscati. Tre i temi della bozza di legge: eliminare la pubblicità del gioco d’azzardo da tutti i mass media (giornali, televisioni, radio, ecc.); eliminare le slot machine da tutti gli esercizi pubblici, senza eccezioni; implementare e potenziare in tutte le Regioni ed in tutti i Comuni le nor- mative che stabiliscano in maniera restrittiva le distanze dalle sale gioco dai cosiddetti luoghi sensibili (scuole, uffici, ospedali, ecc.) e la limitazione dei tempi della loro apertura.

La sottoscrizione inizierà dal prossimo ottobre. Un’iniziativa simbolicamente partita e voluta da Napoli, spiega Riccio, perché in questo momento Napoli e la Campania sono i luoghi dove si gioca di più, ma anche per richiamare quanto si è fatto dal 1991 con la legge antiusura il cui ispiratore è stato padre Massimo Rastrelli, oggi presidente della Fondazione San Giuseppe Moscati onlus. L’azzardo si unisce all’usura, per la quale sta diventando il miglior veicolo di diffusione, perché presso ogni punto di azzardo vi è un usuraio pronto a «sostenere con prestiti» il giocatore.

L’usura, già in crescita per la crisi economica ed il crollo del credito bancario, si somma all’azzardo, rappresentando per la criminalità organizzata una fonte di guadagno inesauribile. Da un’indagine presso le Fondazioni antiusura è emerso che il 46% dell’usura oggi circolante ha come causa principale il ricorso all’azzardo. Lo Stato quindi da un lato combatte l’usura attraverso le provvidenze assicurate dalla legge 108/96, dall’altro di fatto lo incentiva attraverso la diffusione di massa dell’azzardo. Il cui mercato vale in Italia circa 95 miliardi annui: di questa somma solo il 70% torna ai giocatori; il 21% agli organizzatori e alle sale gioco; il 9% allo Stato. Ma, commenta Riccio, «per curare ciascuno del milione di ’azzardopatici’ lo Stato spende 58mila euro all’anno, molto più di quanto incassa. Decida se stare con i cittadini o con le lobby affaristiche».

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