sabato 25 maggio 2019
Due liste in lizza nel paese calabrese noto per la faida tra clan. Il bilancio del commissario Gullì: lascio una solida base
Panoramica di San Luca (Reggio Calabria)

Panoramica di San Luca (Reggio Calabria)

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Lunedì dopo sei anni San Luca avrà finalmente un sindaco. L’ultimo, Sebastiano Giorgi, era stato eletto il 13 aprile 2008, ma quando erano imminenti le nuove elezioni, il 17 maggio 2013, il Consiglio comunale era stato sciolto per condizionamento mafioso. Il commissariamento è durato due anni ma alle elezioni del 2015, con un’unica lista presentata, non si è raggiunto il quorum del 50% più uno degli aventi diritto al voto. Così venne nominato un nuovo commissario, il dirigente della Prefettura di Reggio Calabria, Salvatore Gullì, con una grossa esperienza nei comuni sciolti per ’ndrangheta. Doveva restare solo un anno, c’è rimasto per quattro. Infatti sia nel 2016 che nel 2017 e nel 2018 non sono state presentate liste. Due i motivi, almeno quelli palesi, di questa lunghissima vicenda. I cittadini sostenevano che è inutile candidarsi, perché poi il Comune viene sciolto per mafia. «Il paese è piccolo e siamo tutti parenti e quindi sospettabili». Ricordiamo che San Luca è il paese di Corrado Alvaro ma è, purtroppo, tristemente noto per la sanguinosa faida tra i clan Nirta-Strangio e Pelle-Vottari, culminata con la strage di Duisburg, per i sequestri di persona, i grandi traffici di droga, di boss catturati dopo più di vent’anni di latitanza 'a casa propria'. Un paese strettamente controllato, così per quattro anni i cittadini hanno preferito tenersi il commissario, lo dissero pubblicamente, scrivendo al ministro dell’Interno Marco Minniti e raccogliendo firme in suo favore, perché avevano apprezzato il suo impegno. Ora però ci sono ben due liste, e questo eviterà la questione del quorum. La prima è 'Klaus Davi sindaco di San Luca' con candidato a primo cittadino il noto massmediologo, famoso personaggio televisivo. Una lista-provocazione, che ha il merito di aver smosso le acque, e che ha tra i candidati l’ex capo della Protezione civile calabrese, Carlo Tansi, il poliziotto sindacalista Giuseppe Brugnano e un 'esterno', l’imprenditore casertano antiracket ed ex vicesindaco di Mondragone, Benedetto Zoccola, sotto scorta da molti anni. L’altra lista, 'San Luca ai sanluchesi', ha come candidato sindaco Bruno Bartolo, infermiere in pensione, già vicesindaco tanti anni fa. In lista solo locali.

«
Cari cittadini, ho sempre amato questo paese, pur non essendo il mio e mi sono sentito sempre a casa, onorato di averlo rappresentato». Così il dirigente della prefettura di Reggio Calabria, Salvatore Gullì, per quattro anni commissario di San Luca, scrive agli abitanti del comune aspromontano, spiegando di aver «lavorato soprattutto per precostituire, a favore dei prossimi amministratori, una solida base organizzativa, amministrativa e contabile su cui poter progettare il futuro di San Luca» e augurando al sindaco che uscirà dal voto di domenica di «lavorare nel pieno rispetto delle regole democratiche, dei principi e dei valori sanciti nella nostra Costituzione ».

Gullì ha poi predisposto un ampio 'Resoconto della gestione commissariale', nel quale afferma che «si consegna alla nuova amministrazione un Comune sano, tanto dal punto di vista etico, quanto da quello dei conti». Ed elenca: «Conti in ordine, analizzati in questi anni con la lente d’ingrandimento alla ricerca di soluzioni, a volte semplici, altre volte più elaborate e complesse, come la revisione dei contratti telefonici esistenti, l’indipendenza del servizio idrico che ha portato San Luca non soltanto a liberarsi dall’acquisto dell’acqua, ma a diventare perfino uno dei fornitori del vicino Comune di Benestare. E come dimenticare la situazione dei rifiuti, risolta totalmente al punto che San Luca adesso è annoverato tra i paesi più puliti e ordinati della provincia». Una condizione che Avvenire ha più volte raccontato in questi anni, sottolineando l’ottimo lavoro del commissario e dei dipendenti comunali, che Gullì ringrazia facendone i nomi. Una risposta efficiente dello Stato. Ma vediamo alcuni numeri dei risultati raggiunti. A partire da quello generale. Infatti, si legge nel resoconto, «il Comune chiude con un avanzo di competenza/ fondo di cassa di quasi un milione di euro». E questo grazie a importanti risparmi: il servizio di telefonia mobile ha avuto un abbattimento dei costi dell’83%, quello di telefonia fissa del 92%; il servizio di fornitura idrica è passato da cifre anche superiori a 300mila euro all’anno all’azzeramento totale. Proprio per l’acqua il commissario sottolinea come «a causa di numerosi prelievi abusivi e tubazioni rotte in alcune zone di periferia, per un numero rilevante di utenze i consumi raggiungevano addirittura i 5mila litri al giorno a persona, a fronte dei 170 previsti per le zone del nostro Paese più industrializzate ». Si sono così riparate le falle, eliminato gli allacci abusivi, sostituito «in tutte le abitazioni dei misuratori idrici non funzionanti (anche da oltre 10 anni) o inesistenti». Per far pagare a tutti il giusto, a fronte di un servizio assolutamente migliorato. Tante le realizzazioni: due impianti fotovoltaici sulla scuola elementare e quella media e altri due sul palazzo comunale e palazzo Fera (sede del Parco dell’Aspromonte); la ristrutturazione dello stadio comunale (prima inagibile) con la realizzazione del terreno di gioco in erba naturale grazie a un finanziamento della Presidenza del Consiglio; due campi di calcetto in erba sintetica; l’acquisto di uno scuolabus; l’avvio della raccolta differenziata dei rifiuti. Ultimo 'arrivo' un pannello elettronico, posto sulla facciata del municipio, per segnalare, attraverso quattro colori (verde, giallo, arancio e rosso) i livelli di allerta meteo, ampiamente diffuso al Nord ma il primo nella Locride e nell’intera provincia. E un altro segnale importante è stata la prima assegnazione di un bene confiscato, una grande villa affidata alla Diocesi di Locri-Gerace. E un altro sta per essere assegnato. Iniziative concrete per il ripristino della legalità, come la revisione delle toponomastica e della numerazione civica, a fronte di una situazione caotica, piena di irregolarità, come i nuclei familiari che risultavano ancora residenti malgrado avessero spostato la dimora in un altro comune, le dichiarazioni di residenza in immobili inagibili e fatiscenti, i coniugi che risultavano residenti in immobili diversi e con diversi stati di famiglia. Un disordine che aveva favorito l’evasione dei tributi e anche la confusione negli elenchi elettorali, col rischio di falsare i risultati del voto. Questo e tanto altro Gullì lascia in eredità, «augurando – scrive – alle cittadine e ai cittadini di San Luca di poter vedere la rinascita completarsi, con l’orgoglio di chi sa di aver buttato più che solide basi affinché questo sia possibile».


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