mercoledì 5 gennaio 2011
Cialente: delegittimati. Don Nozza: i problemi ci sono. Il direttore dell’organismo Cei aveva lamentato «le non poche e oggettive difficoltà» incontrate per l’approvazione dei progetti di ricostruzione nella città colpita dal terremoto. Ieri la spropositata reazione del primo cittadino.
- SECONDO NOI: Un polverone inopportuno
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Una reazione spropositata. Dopo l’intervista rilasciata a Famiglia Cristiana dal direttore della Caritas monsignor Vittorio Nozza sulla ricostruzione in Abruzzo, ieri il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente a sorpresa ha replicato giudicando le parole del responsabile dell’organismo caritativo della Chiesa italiana «ingiustificate», «un tentativo di delegittimare il Comune», in piena sintonia con una volontà diffusa di «eterodirezione nella gestione della governance nella ricostruzione». Eppure Nozza aveva spiegato in una lettera a Cialente i toni e l’obiettivo dell’intervista sul settimanale: offrire un quadro descrittivo di quanto realizzato e programmato per il futuro da Caritas italiana sul territorio colpito dal sisma. Tutto, però, «senza tralasciare di informare il lettore, in particolare chi con fiducia ci ha dimostrato ampiamente la propria generosità, sulle non poche e oggettive difficoltà incontrate nei mesi di presenza operativa in Abruzzo». Nessun intento, dunque, né di offendere l’amministrazione comunale, «con la quale c’è stata in questi mesi la ricerca costante di collaborazione», né di «esprimere giudizi sul suo operato». Ma partiamo dall’inizio. Due giorni fa il responsabile Caritas spiegando il lavoro svolto a L’Aquila, le strutture e i centri di comunità donati alla popolazione, non ha comunque nascosto la complessità burocratica, i problemi tecnici e pratici affrontati, maggiori nel Comune capoluogo che nei paesi più piccoli del cratere. «Non posso non ribadirle – ha confermato ieri Nozza – le difficoltà che Caritas ha incontrato nel tentativo di realizzare quanto colto alla luce dei bisogni della popolazione». Il riferimento è ai 17 progetti presentati a inizio 2010 all’ente locale per chiedere l’autorizzazione a costruire. «Di tutto questo – ha precisato ancora – siamo impegnati a realizzare sul Comune dell’Aquila la struttura di edilizia sociale e abitativa a Roio Piano». E degli altri interventi, come i centri di comunità all’interno delle aree comunali e del piano "C.a.s.e.", «siamo ancora in attesa di ricevere una risposta sulle condizioni minime di realizzabilità». Il dialogo e la volontà di cooperazione ci sono e sono massime, ha concluso Nozza, per «operare a beneficio della popolazione».Ma al primo cittadino aquilano non sono bastate le chiarificazioni arrivate ieri. Rispondendo punto per punto Cialente – insieme agli assessori alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, e alla Cultura, Stefania Pezzopane – ha voluto precisare, infatti, che i progetti non intrapresi di cui parla monsignor Nozza nell’intervista non sono mai arrivati sul tavolo del Comune. «Tutto quello che abbiamo ricevuto – ha spiegato – è stato un programma, un anno fa, con 17 proposte di interventi su terreni di proprietà della Curia, che però erano in contrasto con il piano regolatore perché ricadevano su aree a destinazione di vincolo di verde agricolo e rispetto cimiteriale». Questi interventi della Caritas, secondo il sindaco, avrebbero solo aggravato un assetto urbanistico già stravolto dagli insediamenti del progetto "C.a.s.e." e avrebbero portato a realizzazioni temporanee, a cui «dobbiamo dire basta: ora dobbiamo ricostruire una città vera, definitiva». Alla fine della giornata, comunque, quello che tutti all’Aquila ora chiedono e sperano, è che si continui a lavorare insieme. Per la città.
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