lunedì 20 marzo 2017
La madre aveva denunciato l'accaduto e chiesto aiuto al sindaco che oggi ha convocato una riunione. "Vicenda risolta".
Iscrizione bimbo autistico, risolto il caso. Il sindaco: un equivoco

Si è risolta la vicenda del bambino autistico la cui madre aveva denunciato difficoltà nell'iscrizione per il prossimo anno scolastico alla scuola media nel comune di Lanciano. La donna, che si era vista rifiutare l'iscrizione in tre scuole, si era rivolta al sindaco e alla polizia per avere spiegazioni. Sul caso il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, ha organizzato per oggi "un incontro in Comune con l'assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Lanciano, Giacinto Verna, per favorire un esito positivo della vicenda". Invito esteso anche ai dirigenti scolastici degli istituti coinvolti, affinché vengano chiariti i contorni della vicenda raccontati dalla mamma del bambino che invece non ha preso parte all'incontro.

A fine riunione Pupillo, Verna e Evangelista hanno tenuto una conferenza stampa nella quale hanno affermato che la vicenda "è stata tutto un equivoco". Il sindaco Pupillo spiega che "il caso è partito da un difetto di iscrizione online fatta dalla mamma, alla quale, nella più piccola scuola media don Milani, è stata accettata la richiesta verbale. Il preside le ha poi suggerito di verificare se c'erano anche altre possibilità
nelle scuole medie più grandi". La signora - prosegue il sindaco di Lanciano, Pupillo - ha partecipato solo a un open day alla media Mazzini dove, però, non c'era possibilità di iscrizione. La mamma - secondo quanto riferito dal sindaco - non è poi andata nelle altre scuole e alla fine sono scaduti i termini di iscrizione. Il bambino è stato adesso iscritto alla scuola media D'Annunzio.

La vicenda era stata raccontata dalla mamma del ragazzo ieri, secondo la quale tre delle quattro scuole medie lancianesi avrebbero rifiutato l'iscrizione del figlio, la più piccola perché non era in grado di prenderlo in carico, mentre le due più grandi si sarebbero giustificate con il fatto che avevano troppi alunni diversamente abili iscritti nelle prime classi e che non potevano prenderne altri, anche per rispettare i criteri dettati dai decreti ministeriali. Molto dispiaciuta la donna si è rivolta al sindaco Pupillo, segnalando l'accaduto anche alla polizia. Anche il ministero dell'Istruzione si era attivato tramite l'Ufficio Scolastico regionale.

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