venerdì 28 febbraio 2020
Dopo due mesi con piogge scarsissime è già allarme per gli invasi. Coldiretti: servono irrigazioni di "soccorso"
l fiume Pellice, un affluente del Po che attraversa  il Piemonte, in secca

l fiume Pellice, un affluente del Po che attraversa il Piemonte, in secca - Lapresse

COMMENTA E CONDIVIDI

Non piove da due mesi. Il livello del fiume Po è come quello del mese di agosto ed anche i bacini dei laghi e le riserve idriche, da nord a sud sono al collasso. Da un Italia alle prese con l’emergenza coronavirus c’è un altra Italia più grande che, nascosta dai riflettori e in silenzio, deve fronteggiare la calamità della carenza d’acqua. Un’emergenza che, tradotta in vita quotidiana, significa campi completamente a secco, meno prodotti agricoli sulla nostra tavola (e più cari al mercato) e distruzione di gran parte dei nostri territori.

Non è un caso infatti che è proprio Coldiretti a lanciare l’allarme. «Sono gli effetti – sottolinea la Coldiretti – del grande caldo e dell’assenza di precipitazioni significative in un inverno bollente con una temperatura che fino ad ora è stata in Italia superiore di 1,65 gradi la media storica secondo le elaborazioni su dati Isac Cnr relativi al mesi di dicembre e gennaio». Anche Greenpeace non ha dubbi. «L’assenza di pioggia è uno dei grandi effetti causati dal cambiamento climatico – sostiene Federico Spadini, Campagna Clima Greenpeace Italia – questo, come l’acqua alta a Venezia, o le tempeste sempre più forti e gli incendi in Australia sono i nuovi impatti dell’emergenza climatica che non si ridurrà fintanto che l’uomo non smetterà di bruciare carboni fossili».

Il Po e i laghi del Nord Il livello idrometrico del Po è sceso ed è basso come in piena estate: al Ponte della Becca è di -2,4 metri, lo stesso di metà agosto scorso. La situazione critica a causa di siccità e delle alte temperature per il fiume Po - sottolinea la Coldiretti - ha spinto l’Autorità distrettuale di bacino a convocare per il 6 marzo l’Osservatorio sulle crisi idriche per fare il punto della situazione anche perché non si prevedono precipitazioni se non di scarsa entità, per cui potrebbero verificarsi ulteriori riduzioni dei livelli idrometrici anche del 20%. Anomalie si vedono anche nei grandi laghi, sottolinea Coldiretti, che hanno percentuali di riempimento che vanno dal 25% di quello di Como al 28% dell’Iseo.


Da Nord a Sud livelli idrometrici mai così bassi negli ultimi 30 anni. Inverno caldo, erba secca nei pascoli Greenpeace: è solo uno dei grandi effetti causati dal surriscaldamento globale

Il centro Sud Nelle regioni del Centro-Sud la situazione è ancora più difficile con l’allarme siccità in campagna che è scattato a partire dalla Puglia dove - sottolinea la Coldiretti - la disponibilità idrica è addirittura dimezzata negli invasi rispetto allo scorso anno secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Anbi che registra difficoltà anche in Umbria con il 75% di pioggia in meno rispetto allo scorso anno caduta nel mese di gennaio ed in Basilicata dove mancano all’appello circa 2/3 delle risorse idriche disponibili rispetto allo steso periodo del 2019. In Basso Molise i terreni secchi seminati a cereali rischiano di non far germogliare ed irrobustire a dovere le piantine mai i problemi riguardano anche gli ortaggi, che già necessitano di irrigazioni di soccorso.

Le isole Difficoltà si registrano anche in Sardegna dove il Consorzio di Bonifica di Oristano ha addirittura predisposto a tempo di record l’attivazione degli impianti per l’irrigazione per garantire acqua ai distretti colpiti dalle grave siccità a causa della mancanza di piogge a seguito alle segnalazioni relative alle colture in sofferenza per il perdurare dell’assenza di precipitazioni. Situazione drammatica anche in Sicilia. Qui, «in vaste aree i campi sono aridi e i semi non riescono neanche a germinare – sottolinea Coldiretti – ma la mancanza di acqua ed il vento minaccia anche le lenticchie di Ustica e problemi nella zona del Ragusano ci sono nei pascoli per l’erba secca e si temono speculazioni sul prezzo del fieno per alimentare gli animali». In Sicilia la riduzione delle piogge è di circa il 75% rispetto a un anno fa.


-2,4metri
Il livello idrometrico del Po misurato al Ponte della Becca nel monitoraggio effettuato da Coldiretti. Lo stesso di metà agosto scorso

25%
La percentuale di riempimento del lago di Como. Anche il bacino idrico del lago d’Iseo si ferma appena al 28%

+1,65°
L’aumento della temperatura, in gradi centigradi, rispetto alla media storica secondo le elaborazioni su dati Isac Cnr relativi al mesi di dicembre e gennaio

-66%
La frazione di risorse idriche che mancano all’appello per la disponibilità dei territori nella Basilicata (che servono anche alla vicina Puglia)

8
I millimetri di pioggia caduti a Potenza rispetto ai 95 mm mediamente registrati in questo periodo (3 mm. a Matera contro i 75 attesi)

20%
La percentuale del territorio italiano, secondo l’Atlante elaborato dal Joint research centre (Jrc) dell’Ue, a rischio desertificazione


Il rischio desertificazione Le piogge sono le grandi assenti anche in Puglia, Lucania, Irpinia e Basilicata dove i grandi invasi e le dighe hanno toccato i livelli più bassi mai registrati negli ultimi 30 anni. A Potenza sono caduti solo 8 mm di pioggia rispetto ai 95 della media; 3 mm a Matera contro i 75 attesi; nemmeno un millimetro su gran parte del Metapontino e lungo la costa jonica. L’ultimo Atlante mondiale della desertificazione elaborato dal Joint research centre ( Jrc) dell’Ue mostra che il 20% del territorio del Sud dell’Italia è a rischio desertificazione.

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: