martedì 31 agosto 2010
Si è conclusa l'autopsia sul corpo dell'italiano morto nel carcere di Grasse  il 25 agosto scorso. All'esame autoptico, condotto da due medici forensi francesi, non è stato ammesso il medico di fiducia della famiglia.
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Bisognerà attendere qualche giorno per il primo referto sull'autopsia effettuata stamane sul corpo di Daniele Franceschi, il cittadino italiano morto il 25 agosto nel carcere francese di Grasse, ufficialmente per un infarto. All'esame autoptico, condotto da due medici forensi francesi, non è stato ammesso il medico di fiducia della famiglia come era stato richiesto da parte italiana. Quando il procuratore di Grasse riceverà il referto - hanno spiegato fonti diplomatiche italiane che stanno assistendo la famiglia di Franceschi sul posto - convocherà un incontro con i familiari, con il loro legale e con il loro medico di fiducia giunto ieri in Francia da Torino.È stato eccezionalmente consentito dalla magistratura francese ai familiari di vedere la salma del loro congiunto prima dell'autopsia, e nonostante sia in corso un'inchiesta, per intercessione del ministro degli Esteri Franco Frattini, dell'ambasciatore d'Italia Giovanni Caracciolo di Vietri e del Console d'Italia a Nizza, Agostino Chiesa Alciator.La madre di Franceschi, che ha potuto vedere la salma del figlio, oltre ad affermare che Daniele «è stato picchiato, aveva il naso gonfio, rotto» ha anche messo in dubbio la versione del carcere, che ha parlato di morte dovuta a infarto. Nei giorni scorsi la Procura francese aveva affermato che sul corpo di Daniele Franceschi non c'erano tracce di violenza.I DUBBI SULLA MORTE DI DANIELEDopo giorni d’attesa angosciosa, l’autopsia sul corpo di Daniele Franceschi dovrebbe essere eseguita oggi. L’esame dovrà chiarire se davvero il 36enne italiano incarcerato in Francia è stato stroncato da un infarto. A sostenere questa versione era ancora ieri la Giustizia francese, sulla base di un primo esame che non avrebbe evidenziato segni di violenze o altre tracce corporee anomale. Ma in giornata, mentre il caso agitava a Roma anche il mondo politico, i contorni della verità restavano sfocati. Offuscati da troppi dettagli poco chiari e talora decisamente inquietanti. Accanto ai familiari, ad attendere con ansia i riscontri dell’autopsia sono ormai anche le autorità italiane.Franceschi era rimasto recluso per 5 mesi nel penitenziario di Grasse, cittadina della Provenza non lontana dalla frontiera italiana, con l’accusa di uso fraudolento di una carta di credito presso il casinò di Cannes. Ma dopo l’arresto, sono state soprattutto le condizioni di detenzione a Grasse a seminare una crescente scia grigia di sospetti. In particolare, quelli di possibili vessazioni reiterate. Il giovane, inoltre, non avrebbe mai manifestato disturbi cardiaci in passato, secondo i familiari. Separato e padre di un ragazzo di 9 anni, Franceschi era uno sportivo praticante. È stata la madre del carpentiere viareggino, Cira Antignano, a rivelare che il figlio aveva messo nero su bianco in diverse lettere il proprio dolore per i maltrattamenti subiti da parte anche di guardie francesi. Soprusi, secondo le missive, legati alla sua stessa nazionalità italiana, anche per i retaggi calcistici fra i due Paesi. Franceschi aveva inoltre denunciato per lettera di non ricevere cure dopo gli attacchi subiti. La donna ha parlato dalla Francia, dove è giunta subito dopo aver appreso con ritardo del decesso.I sospetti sulla morte sono stati ulteriormente ingigantiti proprio da una serie di ritardi da parte dell’amministrazione penitenziaria francese. Il decesso è stato comunicato alle autorità italiane l’indomani, cioè giovedì. Mentre l’avvocato del giovane, invece, è stato informato solo 3 giorni dopo la morte. Il prolungamento dei tempi per l’autopsia ha suscitato anch’esso pesanti dubbi. Possibile che tutto questo sia da imputare alle disfunzioni del sistema penitenziario transalpino, fustigato negli ultimi anni da numerosi rapporti, tanto a livello interno quanto internazionale? Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha voluto mostrare ieri che la Farnesina segue il caso da vicino. Per l’autopsia di oggi, l’Italia ha chiesto «che sia consentita la presenza di un perito di fiducia della famiglia», ha spiegato il ministro. A formalizzare la richiesta è stato il console italiano a Nizza, in contatto costante con i familiari.«Comunico queste notizie per rispondere alla legittima esigenza dell’opinione pubblica di essere tenuta informata su una vicenda che ha destato non solo grande dolore, ma anche forte preoccupazione nel nostro Paese», ha proseguito Frattini.Nella stessa occasione, il capo della diplomazia ha reagito alle critiche ricevute da parte dell’opposizione. In particolare, alle parole di Leoluca Orlando, il deputato di Italia dei valori che secondo Frattini specula «sul dolore di una famiglia».Negli ultimi anni, il numero di suicidi o "morti sospette" nelle carceri francesi non ha cessato di registrare nuovi macabri primati europei. Sulle 191 prigioni transalpine in servizio, ben 86 non rispetterebbero le norme Ue, secondo un allarmante rapporto europeo che ha suscitato scalpore e costretto Parigi ad approntare un nuovo piano d’emergenza. Nel 2008, i soli suicidi avverati erano stati 108, mentre l’anno scorso si sono tolti la vita 115 detenuti. Secondo le associazioni, il 2010 potrebbe essere un anno ancora più drammatico, dato che i suicidi e le "morti sospette" sono già più di 80. (Daniele Zappalà)
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