martedì 18 luglio 2017
Sono presenti ancora dei focolai. Problemi di viabilità a causa di strade chiuse a seguito dell'incendio. L'allarme della sindaca Raggi e le polemiche con la Protezione civile
La casa di Posillipo minacciata dalle fiamme (Ansa)

La casa di Posillipo minacciata dalle fiamme (Ansa)

I vigili del fuoco sono ancora impegnati nelle operazioni di spegnimento del rogo della pineta di Castelfusano, a Ostia, che si è sviluppato nel pomeriggio di ieri. Sono presenti ancora dei focolai e, a quanto si apprende, ci vorranno molte ore per dichiarare che non ce ne siano più. In tutta l'area del Lido di Ostia continuano i problemi di viabilità a causa di strade chiuse a seguito dell'incendio.

Dopo l'incendio dello scorso 7 luglio un nuovo rogo è divampato ieri nella pineta e ha richiesto l'intervento degli elicotteri dell'anti-incendio. Un uomo è stato arrestato dai carabinieri: è un giovane idraulico di 22 anni sorpreso nell'area in cui ha avuto origine l'incendio: è stato notato mentre incendiava alcuni fazzoletti di carta e alla vista dei carabinieri ha tentato di nascondersi nella vegetazione.

Le fiamme sono divampate all'interno della pineta all'altezza dell'Infernetto, un altro rogo lungo via Cristoforo Colombo e un terzo sulla via Litoranea, chiusa al traffico. Interdetto alle auto anche un tratto della Cristoforo Colombo, all'altezza di via della Villa di Plinio a Ostia. Sul posto impegnati nelle difficili opere di spegnimento i vigili del fuoco, servizio Giardini, carabinieri e Forestale. La pineta di Castelfusano fu devastata nell'estate del 2000 da un incendio di vaste dimensioni che compromise in parte la vegetazione formata da pini secolari.

Enorme colonna di fumo e traffico interdetto su un tratto della Cristoforo Colombo a Roma e della Litoranea a causa dell'incendio divampato nella pineta di Castelfusano. Il fumo era visibile anche da lontano, dalla città come dalla spiaggia di Ostia. Dai primi rilievi sembra che il fuoco si sia propagato in tre punti differenti e dunque, secondo quanto si apprende, non si escluderebbe l'origine dolosa.

L'allarme Raggi e la polemica tra la sindaca e la Protezione Civile della Regione Lazio. «È una situazione gravissima, non si esclude alcuna ipotesi sulle cause. C'è la necessità che sia presa in carico da tutti, il Municipio non può essere lasciato solo. Serve l'aiuto della Regione e del governo. Roma non può essere lasciata sola di fronte a questo disastro ambientale». Così la sindaca di Roma, Virginia Raggi, arrivata a Ostia, nella pineta di Castelfusano luogo dell'incendio.

Raggi ha anche detto che «il primo canadair è arrivato dopo un'ora, quando il fuoco era già divampato purtroppo».

Poco dopo è arrivata la risposta della Protezione Civile della Regione Lazio: «In riferimento alle parole del sindaco Raggi sul tardivo arrivo dei mezzi di soccorso, la Protezione Civile Regionale precisa che la segnalazione è arrivata alle ore 15:51 e il primo elicottero è stato inviato alle ore 15:52».

L'Italia continua a bruciare. Gli incendi si susseguono ormai in diverse regioni della Penisola. Dopo aver aggredito con diversi focolai Sardegna, Sicilia, Campania e Maremma, nelle ultime ore le fiamme hanno interessato anche alcune aree del Lazio e della Val di Vara, nell'entroterra spezzino, dove due vasti roghi hanno coinvolto decine di ettari di territorio boschivo nel Comune di Zignago. Anche qui, oltre a squadre di pompieri e volontari, da ieri sera sono dovuti intervenire i Canadair per contrastare dall'alto il fuoco propagatosi nelle zone più impervie; la caduta di rami su un traliccio ha provocato l'interruzione, per diverse ore, dei servizi elettrici, peraltro già ripristinati.

Restano comunque Campania, Toscana e Lazio (nelle ultime ore anche il territorio di Ladispoli) le aree del Paese che richiedono la massima attenzione dei vigili del fuoco e della protezione civile. L'emergenza è ancora ai massimi livelli nei centri alle pendici del Vesuvio e nella fascia del Cilento compresa tra Agropoli, Conca dei Marini e Baronissi. Tra le province più colpite, Livorno, Siena e Pistoia e, nel grossetano, Capalbio. Gli incendi non risparmiano nemmeno le grandi città con episodi che hanno mobilitato autorità e forze di sicurezza: nel primo pomeriggio uomini e mezzi dei vigili del fuoco, con l'ausilio di un elicottero della Regione, sono entrati in azione per un focolaio che ha interessato la vegetazione in via Bogazzano a Firenze. Un ampio incendio di sterpaglie ha minacciato anche la strada statale 68 in direzione Colle Valdelsa, presso Volterra. Fiamme anche sulla collina di Posillipo, a Napoli, con un fronte che ha raggiunto i cinquecento metri, dove sarebbe stata danneggiata una casa disabitata immersa nel verde. Evacuate anche altre abitazioni. Nessuna conseguenza, comunque, per le persone. Rogo anche in pieno centro a Salerno, nei pressi del Forte La Canale: paura per residenti e bagnanti.

Nella maggior parte dei casi, anche questa volta, si tratterebbe di incendi dolosi. A Teggiano, nel salernitano, è stato arrestato un presunto piromane accusato di aver appiccato un rogo in un bosco del Parco del Cilento. "Gli incendi in Campania ma anche in altre regioni sono sicuramente il frutto di azioni criminali dolose messe in atto da organizzazioni mafiose e non mafiose" ha commentato il procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti, che ha precisato: "l'ipotesi principale è di soggetti che vogliono sottrarre così il territorio al turismo per utilizzarlo invece in chiave di sfruttamento imprenditoriale o criminale, di speculazione edilizia, o come sostiene qualcun altro, per lo smaltimento illegale dei rifiuti".

Sul disastro provocato dai roghi, interviene anche il vescovo di Grosseto, Rodolfo Cetoloni. "Lo scempio che una mano scellerata sta provocando al nostro ambiente naturale è una ferita violenta e gravissima, che suscita sgomento e nello stesso tempo ci chiede una reazione corale, come donne e uomini consapevoli del valore straordinario che l’ambiente ha per tutti noi - afferma monsignor Cetoloni, che ringrazia i vigili del fuoco, gli operatori del soccorso, le forze dell’ordine, i volontari e quanti, "in questi drammatici giorni, si stanno prodigando per respingere gli 'assalti' di coloro che stanno provando con veemenza a distruggere la natura che ci circonda: il vostro lavoro è encomiabile e straordinaria l’abnegazione che abbiamo tutti potuto constatare".

"Tra le tante forme di marginalità da proteggere - continua il vescovo di Grosseto - c’è anche l’ambiente, sempre più fragile ed esposto a gesti sconsiderati, che ci feriscono come comunità, perché toccano uno degli elementi di coesione e di appartenenza. Papa Francesco, nella sua enciclica Laudato si, traendo ispirazione da Francesco d’Assisi, il cantore del creato, invita tutti noi a tenere 'inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore'”.

In quanto al territorio della sua diocesi il vescovo ricorda: "La natura è per la Maremma una risorsa e un valore aggiunto anche sul piano della promozione territoriale e del suo turismo e vogliamo essere accanto a quanti si spendono perché questa risorsa non sia dissipata dall’insensatezza di qualcuno, che sta sfregiando in modo irresponsabile questo territorio .Non prevalgano lo scoraggiamento e la paura, ma sappiamo reagire e unire le forze. La Chiesa di Grosseto è al fianco di istituzioni, imprenditori e cittadini".

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