domenica 16 dicembre 2018
Per effetto delle nuove norme vi saranno altri 130mila stranieri senza titolo di soggiorno a cui andranno aggiunti i nuovi sbarchi. E rallentano gli accompagnamenti nei Paesi d’origine
Irregolari verso quota record: 700mila
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Se tra il dire e il fare c’è di mezzo il Mediterraneo, vuol dire che sui rimpatri c’è ancora molto “mare” tra gli annunci e i risultati. Un vero flop che vede quest’anno un calo netto dei migranti irregolari tornati nei Paesi d’origine e che, secondo le previsioni, avrà un impatto sempre più insignificante sul totale degli irregolari che, al contrario, cresceranno per effetto del decreto Salvini arrivando ai livelli record del 2002, quando si contavano 700 mila stranieri senza permesso di soggiorno.

Secondo i dati dell’Istituto per gli studi politici internazionali (Ispi), basati sulle statistiche del ministero dell’Interno, sotto il governo Conte nel periodo da giugno a novembre del 2018 il calo nel numero di irregolari rimpatriati è stato del 20%. Erano stati quasi 3.500 nel 2017 (alla media di 577 al mese), per arrivare a 2.800 (463 al mese) nello stesso lasso del 2018. Fonti del Viminale parlano però di imminenti “correzioni” di questi calcoli per effetto di una temporanea accelerazione nei primi giorni di dicembre che farebbe ridimensionare, ma non annullare, il calo.

Nelle settimane scorse Matteo Villa, il ricercatore dell’Ispi che ha analizzato la forte contrazione nei rimpatri, aveva diffuso le prime stime dei migranti irregolari generati dalle norme varate per volontà del vicepremier Salvini. Complessivamente si arriverà, secondo «stime conservative » a circa 130mila.

Buona parte di questi sono stranieri in attesa della domanda di protezione umanitaria che, stando al 'decreto sicurezza', verrà respinta. Un’altra quota è rappresentata da quanti invece non beneficeranno del rinnovo della protezione e a cui non verrà data alcuna possibilità di regolarizzazione.

Previsioni definite «conservative» perché al momento non prendono in esame il numero dei migranti che arriveranno sulle nostre coste. Allo stato attuale vuol dire che agli irregolari stimati all’inizio del 2018, quasi 560mila, se ne aggiungeranno oltre 130mila già nelle prossime settimane, per un totale che sfiorerà la cifra record di 700 mila persone nel circuito dell’illegalità. Numeri che non si registravano dal 2002, quando il governo Berlusconi, sostenuto dalla Lega, fu costretto a una sanatoria. I rimpatri continuano ad essere una spina nel fianco di chi governa. Alcune settimane fa in un momento di realismo lontano dalle piazze, Matteo Salvini aveva ammesso che per rimpatriare tutti gli irregolari ci vorrebbero 80 anni.

Grazie al decreto sicurezza potrebbe volerci un secolo. Ieri tre carabinieri e due agenti della Polizia sono rimasti leggermente feriti nel corso di momenti di tensione avvenuti Centro per i rimpatri di Bari, mentre erano in corso le operazioni di rimpatrio di cnque cittadini di origini nigeriane. Persone non ancora identificate hanno dato fuoco a suppellettili che erano all’interno di due moduli abitativi nel tentativo di opporsi al rimpatrio. Sempre nel capoluogo pugliese un 20enne somalo è stato fermato con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo internazionale. Il materiale raccolto dagli investigatori confermerebbe la sua adesione all’ideologia jihadista: ad allarmare gli inquirenti, tra l’altro, lo scambio di immagini sul Vaticano via internet.

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