sabato 3 settembre 2016
I Medici cattolici condividono gli intenti della campagna per il Fertility Day ma non condividono i modi. Per il patriarca di Venezia Moraglia conta far capire che l’apertura alla vita arricchisce.
«Infertilità problema da affrontare con urgenza»

In un Paese con «un milione di coppie in cerca di aiuto» per vincere le difficoltà di procreare «non si può non essere d'accordo con l'intento del Fertility Day di rammentare, soprattutto ai giovani, che la fertilità sia un bene prezioso da difendere opportunamente». È l’opinione espressa dall’Amci (Associazione medici cattolici italiani) attraverso il suo presidente Filippo Maria Boscia, che esprime però anche «perplessità» per «la modalità di comunicazione» di questo importante messaggio. «Più che invogliare a far figli attraverso slogan – spiega Boscia – dovremmo tutti chiederci cosa abbiamo fatto finora e se vi siano in atto idonee condizioni economiche o se siano state rimosse le tante difficoltà legate alla mancanza di lavoro stabile, e ancora, se fosse stata rimossa l'incertezza per il domani. Dovremmo chiederci se sono state affrontate le tante gravi carenze sociali di assistenza, di estrema penuria di asili nido e di sostegno alla crescita, sia materiale che educativa, delle nuove generazioni. Le famiglie sono in affanno e servono aiuti concreti». Boscia rileva anche un «comportamento schizoide: da un lato troviamo persone che cercano disperatamente un concepimento, dall'altro persone che con estrema facilità tendono a sbarazzarsene», con «un alto numero di interruzioni volontarie di gravidanza». La necessaria «informazione dei giovani» oggi dovrebbe avvenire «attraverso una ben congegnata educazione sessuale, all'affettività e alla responsabilità personale e sociale. Occorre con urgenza affrontare i problemi della fertilità ed è doveroso che medici, educatori e politici lo pongano in evidenza».Più positivo il giudizio espresso sul Fertility Day dal patriarca di Venezia Francesco Moraglia, per il quale «dobbiamo avere il coraggio di guardare alla vita, amandola e generando. Credo sia un buon messaggio». Quanto alle critiche piovute sull’iniziativa promossa dal Ministero della Salute per il 22 settembre, Moraglia osserva che «come ogni proposta lascia libere le persone» ma intanto «ci deve essere una politica più attenta alla donna, alla famiglia, alla generazione. La nostra società ha bisogno di riscoprire il messaggio della vita». Con una proposta come quella del Fertility Day «la politica è in termini rispettosi della libertà del singolo, ma manda un messaggio importante: che l'apertura alla vita arricchisce».Interessante e provocatoria la proposta dell’ex ministro del Welfare Maurizio Sacconi: «Lo Stato può riconoscere il valore pubblico della famiglia numerosa attribuendo ai genitori con figli minori il voto plurimo, come da tempo si discute in alcuni  Parlamenti europei, quale quello tedesco». Quanto al Fertility Day, per Sacconi «l'iniziativa ha il merito di aprire un vero dibattito sulla crisi demografica. I molti quesiti che ne sono derivati richiedono confronto e disponibilità al reciproco ascolto. In particolare, l'iniziativa ci interroga sulla ragione della denatalità». Sacconi non è d’accordo con chi antepone il nodo economico: «I soldi servono certamente a far vivere meglio la procreazione e la crescita dei figli ma, nella gran parte dei casi, non sembrano essere la ragione della scelta. Per questo occorre un clima culturale favorevole alla famiglia e alla sua naturale vocazione alla natalità».Sul confronto innescato dalla campagna ministeriale sulla fertilità  in corso di rielaborazione – è intervenuto anche il presidente del Pd Matteo Orfini: «Forse – ha detto – prima di uscire così su temi di questa natura si dovrebbe fare una riflessione un po’ più ampia. Sono d'accordo con il presidente del Consiglio quando dice che se c'è un problema di scarsa fertilità in questo Paese è dovuto al fatto che una giovane coppia che vuole avere figli non è messa nelle condizioni di farlo. Quindi il modo migliore per stimolare la crescita della natalità è costruire più asili e offrire più servizi».

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