lunedì 7 ottobre 2013
Dichiarato inammissibile e poi riammesso l'emendamento del Pd che propone di esentare dalla prima rata dell'imposta solo le case con una rendita catastale inferiore a 750 euro. Si riaccende lo scontro con il Pdl.
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L'emendamento del Pd al decreto Imu, che propone di esentare dalla prima rata dell'imposta solo le case con una rendita catastale inferiore a 750 euro, è stato riammesso dopo che questa mattina era stato dichiarato inammissibile. Lo hanno deciso i presidenti della Commissioni Bilancio e Finanze della Camera, Francesco Boccia e Daniele Capezzone. Il testo sarà votato domani.

Dichiarato inammissibili questa mattina, l'emendamento destinava il risparmio realizzato tra l'altro alla riduzione dell'aliquota Iva dal 22% a 21%. Il primo firmatario, il capogruppo in commissione Bilancio Maino Marchi, aveva presenteto ricorso.Lo scontro sotterraneo nella maggioranza sull'agenda economica del governo riemerge dunque ancora sul Decreto legge sull'Imu, in attesa di essere convertito in legge entro il 30 ottobre. Le commissioni Bilancio e Finanze della Camera sono giunte alle battute finali dell'esame del provvedimento che attende il via libera dell'aula di Montecitorio e poi del Senato. Riaffiora in alcuni emendamenti del Pd - sarebbero almeno tre quelli ritenuti più "critici" - l'opzione di un allargamento della platea di contribuenti che dovranno pagare la prima rata dell'imposta ai più abbienti, nettamente osteggiato dal Pdl. Tempi ristretti e possibili ricadute sulla tenuta del governo stanno spingendo i presidenti delle due commissioni, il Pd Francesco Boccia e il Pdl Daniele Capezzone, a "blindare" il testo con un rigoroso esame di ammissibilità. I deputati del Pd sembrano comunque intenzionati a non rinunciare almeno a ottenere un dibattito nella riunione delle commissioni riunite per rilanciare poi la questione politica in sede di elaborazione della Legge di stabilità. Gli emendamenti potrebbero essere trasformati in ordine del giorno.

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