Immigrazione. Centri per immigrati sequestrati ad Avellino


sabato 13 febbraio 2016
Strutture fatiscenti e cibo avariato: blitz dei Nas e inchiesta della Procura. Tra le società indagate ce ne sarebbe una già coinvolta in mafia capitale.
Centri per immigrati sequestrati ad Avellino
​Derrate alimentari in condizioni di pessima conservazione; strutture con seri problemi strutturali e di sicurezza: carenze anche vistose dal punto di vista igienico-sanitario: questa la situazione che i Carabinieri del Nas di Salerno, insieme ai militari delle Compagnie di Avellino e Baiano (Avellino), hanno riscontrato nel blitz, scattato in mattinata, che ha portato al sequestro di sette centri che in provincia di Avellino ospitano gli immigrati richiedenti asilo. L'inchiesta, coordinata dalla Procura del capoluogo irpino, ha fatto anche emergere gravi inadempienze dei titolari delle cooperative, indagati insieme a fornitori di beni e servizi, rispetto al capitolato d'appalto previsto dalla Prefettura di Avellino. I centri di accoglienza posti sotto sequestro dal Gip del Tribunale di Avellino, Fabrizio Ciccone, su richiesta del Procuratore capo, Rosario Cantelmo, sono quelli di Monteforte, Mercogliano, Serino e Pietrastornina. Il magistrato ha anche disposto il differimento del trasferimento degli ospiti delle strutture sequestrate, in attesa di trovare soluzioni alternative di concerto con la Prefettura. Contestualmente all'operazione dei Nas, il Prefetto di Avellino, Carlo Sessa, ha disposto la chiusura, in via amministrativa, di altri tre centri di accoglienza: due a Monteforte, gestiti dalle cooperative "In Opera" e "Engel"; uno a Ospedaletto d'Alpinolo, che ospita 60 richiedenti asilo, gestiti dalla cooperativa "In Opera". Ci sarebbe anche una società già coinvolta nell'inchiesta di Mafia Capitale fra quelle sulle quali sta indagando la Procura di Avellino per presunte irregolarità nella gestione dei centri di accoglienza di immigrati nell'Avellinese. Sono complessivamente 33 i centri di accoglienza per i richiedenti asilo operanti in provincia di Avellino nei quali sono ospitati complessivamente 1.080 migranti, ai quali si aggiungeranno altri trecento in arrivo nei prossimi giorni.
© Riproduzione riservata

ARGOMENTI:

Attualità

Marco Tarquinio
Le Ong impegnate nel Canale di Sicilia sono gli occhi che rischiamo di non avere più, sono le mani che non possiamo lasciare inerti, alimentano consapevolezze nelle coscienze d'Europa