mercoledì 12 aprile 2017
Anche i volontari e i catechisti che lo hanno conosciuto e seguito all'Arginone di Ferrara gli chiedono di recuperare l'umanità. Igor avrebbe ucciso un barista e una guardia ecologica in Emilia.
La foto segnaletica di Igor (Ansa/Carabinieri)

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Un appello a consegnarsi del cappellano e dei volontari del carcere ferrarese dell’Arginone a Igor Vaclavic, criminale dalle tante identità celebre come 'Igor il russo' (ma sarebbe serbo). L’uomo è ricercato da circa 800 tra carabinieri e forze dell’ordine speciali perché da quasi due settimane terrorizza un’ampia zona a cavallo tra il bolognese e il ferrarese. Avrebbe ucciso il 1°aprile un barista di Budrio e l’8 aprile la Guardia ecologica volontaria Valerio Verri.

Eppure nei suoi anni di detenzione nella Casa Circondariale non mancava mai alle funzioni religiose. Tra il 2011 e il 2015 ha partecipato non solo alle Messe pasquali e natalizie, ma ogni domenica si è recato nella chiesa all’interno del carcere. Poco dopo il suo arrivo all’Arginone chiese di poter incontrare il cappellano, monsignor Antonio Bentivoglio, per capire la disponibilità ad accompagnarlo in un cammino verso i Sacramenti del Battesimo, della Cresima e della Comunione. Sarà battezzato con il nome Ezechiele che compare sulla pagina di Facebook. Anche successivamente, Igor ha proseguito un cammino cristiano partecipando settimanalmente al catechismo tenuto da alcuni volontari di Comunione e Liberazione e, per un certo periodo, per approfondimento personale, anche al catechismo tenuto da un’altra volontaria.

«Non parlava molto – ci racconta un catechista che vuole restare anonimo – da quel che ricordo non è mai intervenuto. Era comunque molto cordiale e gentile. L’appello che gli rivolgo è di tornare a essere uomo, solo questo».


«Ci siamo conosciuti in carcere dove abbiamo condiviso un luogo di verità e di perdono che si chiama Chiesa», scrivono in un appello monsignor Bentivoglio e i catechisti. «Questo bene può essere negato? Evidentemente tu lo stai negando. E quindi é stato tutto inutile? Assolutamente no, perché rimane in ogni istante la possibilità di ripresa. Noi ti chiamiamo fratello e per sempre - prosegue la lettera - e ti chiediamo di consegnarti ed evitare altre irreparabili tragedie e scontri. In nome di questa indistruttibile dignità, che nasce dal sacrificio di Cristo per ogni uomo, ti supplichiamo: costituisciti e reintegrati in una compagnia ecclesiale piena di accoglienza e di perdono».

Altri due volontari dell’Associazione 'Noi per loro', impegnata in appoggio al cappellano all’interno del carcere nell’aiuto, materiale e spirituale, ai detenuti, raccontano di come Igor frequentasse, tre volte alla settimana, anche l’emporio interno alla struttura detentiva, aperto ai carcerati bisognosi di beni di prima necessità. «Si presentava sempre con un rosario al collo e, oltre a ricevere ciò che gli spettava, si fermava, com’è consentito ad alcuni detenuti, per aiutarci nella distribuzione dei beni. Era introverso, ma con noi si è sempre comportato correttamente».

Un ex detenuto, suo compagno di cella a Ferrara, racconta alcuni aneddoti: «quando gli chiedevo il perché dell’arco si metteva a ridere e mi diceva: 'Uso l’arco perché odio le armi, le pistole e i fucili'. Tutti e due eravamo in carcere per rapina. In quattro anni che sono rimasto con lui l’ho visto parlare con qualcuno 34 volte, non di più. Raccontava anche di essere siberiano e di aver fatto parte dei servizi segreti russi». Stamattina nella sezione 'Comuni' del carcere ferrarese si svolgerà la Santa Messa di Pasqua, celebrata dal vescovo Luigi Negri.

Il video di Tv2000:

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