sabato 11 novembre 2017
Emendamenti a pioggia. Spunta condono fiscale. Tra le altre possibili novità il prolungamento dell'Ape social e il taglio del superticket
Una coppia con figli (Boato)

Una coppia con figli (Boato)

Dal ripristino del bonus bebè al taglio del superticket sanitario, dall’estensione dell’Ape social alla web tax fino a un possibile colpo di spugna sulle sanzioni per i mancati versamenti fiscali. È la carica degli emendamenti presentati alla legge di bilancio – circa 4.000 ieri in Commissione al Senato – e al dl fiscale collegato. Una sorta di «assalto alla diligenza» da parte di tutti i gruppi parlamentari, ma con il Pd firmatario di alcune delle proposte di modifica più 'pesanti', che potrebbe creare tensioni tra maggioranza e governo.

L’esame degli emendamenti alla manovra parte mercoledì 15 novembre, dopo che la commissione Bilancio avrà approvato il decreto fiscale. Novità anche dalla commissione Lavoro, dove il gruppo dem ha presentato modifiche al reddito di inclusione, accogliendo le richieste dell’Alleanza contro la povertà, per rafforzare i servizi sul territorio incaricati del reinserimento sociale.

Fisco. Due le novità più rilevanti. La prima riguarda la tassazione delle multinazionali del web, un tema di cui si parla da anni e che ha visto negli ultimi mesi i maggiori Paesi europei prendere l’iniziativa in sede Ue. L’emendamento firmato dal presidente della commissione Industria Massimo Mucchetti (Pd) prevede di introdurre una «imposta sulle attività digitali pienamente dematerializzate» pari al 6% dei ricavi. Qualora le aziende oggi non residenti in Italia scegliessero a quel punto di realizzare una stabile organizzazione sul territorio, verrebbero tassate come tutte le società sulla base imponibile dichiarata. Nella stessa direzione l’emendamento di Forza Italia che chiede una cedolare secca del 15%. Altro capitolo riguarda la rottamazione delle cartelle esattoriali. Un emendamento punta a evitare il pagamento delle sanzioni quando il Fisco ha accertato il mancato pagamento delle tasse. La proposta per ora è stata accantonata ma se ne riparlerà lunedì in commissione quando il Pd cercherà di portare a casa l’emendamento, come ha spiegato il capogruppo Giorgio Santini. In pratica le rate dei pagamenti dovuti a seguito dell’attività di controllo e accertamento delle Entrate su dichiarazioni dei redditi e Iva potranno essere versate senza sanzioni. Un’altra proposta punta ad allargare la sanatoria delle cartelle alle multe e alle tasse locali per gli enti (Comuni, Province e Regioni) che vorranno aderire.

Bonus Bebè. In mattinata è stata Alleanza Popolare a proporre un emendamento per il ri- pristino dell’assegno per i nuovi nati (o adottati) che scadrebbe il 31 dicembre. Si tratta di 80 euro al mese per tre anni alle famiglie con Isee entro i 25mila euro e di 160 euro quando il reddito è inferiore ai 7mila. «Se nella manovra non viene reintrodotto il bonus i nostri gruppi parlamentari non potranno votarla», ha detto il coordinatore di Ap, Maurizio Lupi. Ma anche il Pd è impegnato sullo stesso fronte con un pacchetto di emendamenti a cui ha lavorato tra gli altri il senatore Stefano Lepri. Uno chiede appunto il ripristino dell’assegno per i bebè. Un altro riguarda gli assegni familiari e punta a raddoppiare l’attuale tetto di 2.840 euro di reddito sopra il quale i figli non sono considerati più a carico della famiglia. Proposte positive, secondo il Forum delle famiglie, che torna tuttavia a sollecitare una vera riforma fiscale.

Pensioni. Il Pd si è detto pronto a recepire con un emendamento alla legge di bilancio un eventuale accordo governo-sindacati (lunedì il vertice decisivo) sull’adeguamento dell’età pensionabile. Inoltre propone di allargare e fluidificare l’Ape social (il prestito a spese dello Stato che consente l’uscita anticipata) che viene prorogata al 2019 «superando le imperfezioni che hanno portato ai numerosi respingimenti delle domande». Si chiede anche di estendere la platea a chi, avendo maturato almeno 30 anni di contribuzione, si trova in stato di disoccupazione senza indennità da almeno 3 mesi, a seguito di licenziamento, a prescindere dal tipo di rapporto di lavoro.

Sanità. Si punta a un maggior gettito di 600 milioni dalle tasse sulle sigarette allo scopo di cancellare il superticket, finanziare l’acquisto di farmaci oncologici innovativi e potenziare le cure palliative.

Reddito di inclusione. Aumentare dal 15 al 20% la quota del Fondo povertà destinata agli enti locali per rafforzare «l’infrastruttura sociale» sulla quale dovrà poi correre il nuovo strumento, che punta al reinserimento lavorativo e sociale delle famiglie disagiate. A questo scopo gli emendamenti presentati dal capogruppo Pd alla commissione Lavoro Annamaria Parente, chiedono nuove assunzioni nei servizi locali.

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