mercoledì 12 aprile 2017
Anziché essere sul territorio per verificare l'applicazione delle leggi sulla salute e sicurezza dei lavoratori in aziende e cantieri, andavano a fare la spesa o si occupavano di faccende private
Shopping in orario d'ufficio

Shopping in orario d'ufficio

Se non proprio dei "furbetti del cartellino", poco ci manca. Sette dipendenti dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Pavia sono stati sospesi per un anno perché si assentavano dal lavoro, ovviamente senza dichiararlo. In pratica, invece di svolgere servizi legati alla loro funzione pubblica (come la verifica del rispetto delle norme su igiene e sicurezza sul lavoro) sarebbero andati a fare la spesa o avrebbero accompagnato oppure recuperato i figli a scuola. L’indagine, avviata dalla Procura della Repubblica di Pavia, riguarda i reati di truffa, falso continuato e assenza dal servizio dei pubblici dipendenti. Nella mattinata di oggi, i carabinieri hanno notificato loro un’ordinanza di applicazione di misura cautelare interdittiva: secondo quanto è emerso dalle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Mario Venditti e dirette dal sostituto procuratore Roberto Valli, i sette ispettori avrebbero percepito compensi per prestazioni non effettuate attraverso l’inserimento nella piattaforma elettronica del Registro unificato missioni ispettive (destinata al riepilogo mensile delle attività svolte ai fini del calcolo delle relative competenze economiche) indennità che non spettavano loro; inoltre avrebbero attestato falsamente la loro presenza in ufficio in orari in cui erano assenti o dichiarato di aver utilizzato la propria auto per attività di servizio mai effettuate. «Nel precisare che l’indagine si riferisce a ipotesi denunciate oltre 10 mesi prima dell’inizio del mio incarico – ha dichiarato Virginio Villanova, attuale capo dell’Ispettorato territoriale del lavoro pavese –, si conferma la piena disponibilità a fornire ogni tipo di informazione richiesta. Si confida in una rapida conclusione dell’intero procedimento che possa far luce sui fatti contestati che si riferiscono ad attività svolte all’esterno dell’Ufficio».

© Riproduzione riservata