mercoledì 6 giugno 2018
Cedono due bacini, 268 le vittime. Il 7 ottobre l’assalto all’Achille Lauro. Sul Colle Cossiga succede a Pertini A Loreto Convegno ecclesiale nazionale
Soccorritori all’opera dopo  il crollo dei due bacini minerari che provocò  la morte di 268 persone,  il 19 luglio 1985  in Val di Stava Una montagna  di fango e acqua  si abbatté  sul villaggio, travolgendo tutto

Soccorritori all’opera dopo il crollo dei due bacini minerari che provocò la morte di 268 persone, il 19 luglio 1985 in Val di Stava Una montagna di fango e acqua si abbatté sul villaggio, travolgendo tutto

Una volta – si usa dire – stavamo meglio di oggi e avevamo meno difficoltà ad arrivare a fine mese. Si dice, ma è proprio vero? Proviamo a guardare alcune cifre che si riferiscono all’anno che mettiamo sotto la lente di ingrandimento, il 1985, quando molti degli italiani di oggi ancora non erano nati, quando l’euro non c’era e la moneta corrente era la cara vecchia lira, svalutata di tanto in tanto, che teneva in piedi la baracca dei conti pubblici. Bene, nel 1985 – 33 anni fa, mica secoli addietro – gli stipendi medi viaggiavano attorno alle 600mila lire, ma un litro di benzina ne costava 1.329, un chilo di pane 1.200, un chilo di carne 12mila, un caffè 400. Anche in quella stagione, rimpianta da chi non ricorda bene come eravamo, molti tiravano la cinghia. Vero è però che l’Italia, nonostante tutto, continuava con caparbietà il suo cammino di sviluppo, la marcia verso la modernizzazione di un Paese che doveva superare il gap con gli altri stati europei, e proprio un numero ne dava la prova: 20 milioni, tante diventano nel 1985 le linee telefoniche installate. Telefoni fissi ovviamente, perché per i primi portatili bisognerà attendere cinque anni, i Mondiali di calcio di Italia ’90.

Dovessimo fare un salto all’indietro e riproporre un ipotetico dialogo tra un venditore di almanacchi e un passeggere, la conversazione si nutrirebbe di accenti di speranza per quanto va maturando in questo ’85 a livello internazionale, su scenari ancora dominati dal grande gelo della guerra fredda. Il cambio della guardia al vertice del Partito comunista dell’Unione sovietica (l’11 marzo, a seguito della morte del segretario Konstantin Cernenko) suscita sì interrogativi ma anche speranze. Chi gli subentra, quel Gorbaciov che qualche mese prima era stato a Roma per i funerali di Enrico Berlinguer, sarà anche tutto da decifrare e studiare nelle sue mosse, ma solo a guardarlo in faccia si capisce che è ben diverso dai vecchi arnesi dalla Nomenklatura moscovita.

Qualcosa cambia anche per i comunisti di casa nostra che alle elezioni regionali del 12 e 13 maggio perdono quasi il 3 per cento rispetto alle Europee dell’anno precedente, quando avevano abbondantemente beneficiato dell’effetto Berlinguer, spentosi poco prima della chiamata alle urne. Adesso la Dc si riprende, e guadagna un 2 per cento. Altrettanto fa il Psi di Bettino Craxi. Un mese dopo (24 giugno) le Camere riunite devono designare il nuovo presidente della Repubblica, essendo scaduto il mandato di Sandro Pertini, che pure non nasconderebbe velleità di essere riconfermato. Le cose vanno diversamente: con 725 voti – quasi una unanimità – al vecchio avvocato di Savona i grandi elettori preferiscono un professore di Sassari, Francesco Cossiga, 57 anni e non ancora picconatore. È il più giovane inquilino mai entrato al Quirinale; lo votano al primo scrutinio Dc-Pci-Psi-Pdsi-Pri-Pli e Sinistra indipendente.

A Roma, tra l’8 e il 13 luglio, l’immenso falansterio dell’Ergife hotel ospita il X congresso della Cisl. Pierre Carniti – morto proprio ieri – lascia la segreteria del sindacato e al suo posto entra Franco Marini, che avrà successivamente incarichi politici di rilievo.

Il 19 luglio, a metà giornata, cominciano ad arrivare notizie drammatiche dal Trentino. Sulla montagna che domina l’abitato di Tesero l’improvviso cedimento delle barriere di contenimento di due bacini della miniera di Prestavel (servono per il lavaggio dei minerali estratti) provoca la fuoriuscita di 180mila metri cubi di acqua e fango che travolgono il sottostante villaggio di Stava. Le vittime sono 268, residenti, turisti, villeggianti.

Viene agosto. Il giorno 6 la mafia uccide a Palermo il vicecapo della Mobile Antonino Cassarà. Viene settembre. Il giorno 17 al processo napoletano contro la camorra ci sono 137 condannati. Tra loro anche Enzo Tortora, 10 anni di carcere. Sarà assolto in appello.

Il 7 ottobre a gettare nell’angoscia l’Italia e il mondo è il dirottamento della nave Achille Lauro da parte di un commando palestinese, che ucciderà il passeggero americano Leon Klinghoffer. Sarà duro scontro Italia-Usa per la pretesa consegna dei terroristi, ma Craxi si opporrà con forza. Palestinesi di Abu Nidal attaccheranno poi gli uffici El Al e Twa di Fiumicino il 27 dicembre, in contemporanea con un attentato all’aeroporto di Vienna. A Fiumicino i morti sanno 17, di cui 4 terroristi.
Il 1985 infine è l’anno che vede il Papa Giovanni Paolo II annunciare (31 marzo) l’istituzione della Giornata mondiale della gioventù che si terrà a partire dal 23 marzo 1986. A Loreto dal 9 al 13 aprile si svolge il secondo Convegno ecclesiale nazionale sul tema Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini.

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