giovedì 28 febbraio 2013
​Il comico genovese chiede le dimissioni del segretario Pd, che si ribella: me lo venga a dire in Parlamento. Si allontana l'idea di un esecutivo di minoranza. Ma Vendola insiste: no al governissimo.
Molti senatori grillini non rifiutano un governo​
Bersani: «Se si torna al voto giusto che corra Renzi»
Esemplare di Marco Tarquinio
IL CALENDARIO
COMMENTA E CONDIVIDI
​Beppe Grillo mette una pietra tombale sulle aperture di Luigi Bersani. Lo fa con un post dal suo blog con un titolo più che eloquente "Morto che parla", nel quale gli chiede di farsi da parte. E, non rinunciando al suo humour graffiante neanche in un momento in cui in ballo ci sono le sorti del Paese, accompagna lo scritto con un’immagine del segretario del Pd con un lenzuolo da fantasma, sulla falsariga del film di Totò 47 morto che parla, appunto.Una chiusura netta, un «mai» alla fiducia, che suscita l’immediata replica del leader di largo del Nazareno. «Quel che Grillo ha da dirmi, insulti compresi, lo voglio sentire in Parlamento. E lì ciascuno si assumerà le proprie responsabilità».Il leader del movimento 5Stelle nell’articolo on-line era stato durissimo. «Bersani è uno stalker politico. Da giorni sta importunando il M5S con proposte indecenti invece di dimettersi, come al suo posto farebbe chiunque altro», l’affondo più perentorio. Poi ancora giù ironie: «È riuscito persino a perdere vincendo. Ha superato la buonanima di Waterloo Veltroni». Poi, ribadisce che su alcuni argomenti il dialogo è possibile: «Se Bersani vorrà proporre l’abolizione dei contributi pubblici ai partiti sin dalle ultime elezioni lo voteremo di slancio».La posizione assunta dal comico genovese preoccupa non poco Nichi Vendola - favorevole all’apertura al 5Stelle tanto che si dice convinto che «i grillini sono di sinistra» - che vede materializzarsi al contrario un altro fantasma, quello del governissimo. «Spero non sia questo l’auspicio di Grillo», dice dopo aver incontrato a pranzo l’alleato del Pd. «Mi auguro sinceramente che si riuscirà a dare una risposta forte al vento di cambiamento che soffia impetuoso nel Paese. Su questo convincimento ho registrato una condivisione totale con Bersani. Non esistono soluzioni che rimandino al passato più cupo», ha sottolineato. Avvertendo che lo stesso movimento di Grillo, senza un’intesa, rischia «perdere molto del consenso che si è costruito in questi mesi»In serata, parlando alla Bbc, Grillo conferma parzialmente che nelle sue aspettative, se non nei suoi auspici, c’è proprio l’asse Berlusconi-Bersani. Quest’ultimo «farà un patto con il Pdl per formare un governo». Ma questo esecutivo «durerà un anno al massimo e poi ci saranno nuove elezioni. E ancora una volta, nelle urne, il Movimento 5 Stelle, cambierà il mondo». Nuova chiusura, infine, a «ogni tentativo di persuadere il movimento a partecipare a un governo», che rappresenta «un falso». Infine una caratterizzazione del voto di protesta come «rabbia ottimistica».Dentro il Pd il malumore per la mancata vittoria per le avances a Grillo cresce. Ambienti parlamentari indicano Romano Prodi come esploratore per aprire un canale di dialogo con i 5Stelle. Ma l’ex premier smentisce recisamente. La chiusura di Grillo, infine, provoca anche parecchi commenti negativi nel blog. È il primo segnale di dissenso che emerge dalla base elettorale del movimento, dopo l’exploit elettorale. Un fiume di messaggi di chi teme che la via imboccata oggi sia quella dello "sfascio". «Ti ho votato, ma non per mandarci tutti in rovina. Fai il serio, Grillo. Almeno tu». «Caro Beppe, così però non si va da nessuna parte», il tono di alcuni interventi. Altri, infine, mettono nero su bianco i temi su cui M5S e Pd potrebbero incontrarsi (dai costi della politica al conflitto d’interessi). «Sfasciare tutto adesso potrebbe essere un colpo mortale per il movimento», scrive un altro elettore dei 5 Stelle.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: