sabato 6 aprile 2013
​Il leader: inciucio? «La gente prenderà i bastoni​​​​​​​​​​​​​​​​». E il nuovo presidente sarà «molto diverso». Nell'incontro con i suoi parlamentari il comico genovese detta la linea. E sull'ipotesi di larghe intese Pd-Pdl sbotta: le hanno già fatte ma non per colpa nostra
LA CRONACA L'altra faccia dello streaming: il viaggio segreto
Il Frankenstein diffidente di Alessandro Zaccuri
COMMENTA E CONDIVIDI
Silvio Berlusconi chiede una figura di garanzia per il Colle, Beppe Grillo scommette sul fatto che sarà una novità, una personalità molto diversa dall’attuale presidente, Giorgio Napolitano. «Dobbiamo arrivare calmi e sereni all’elezione del presidente della Repubblica che sarà molto, molto diverso da questo», ha detto ai parlamentari. Serve «una personalità altissima», secondo il M5S, fuori dalla nomenklatura.L’accordo Pd-Pdl per un governo viene dato per già fatto dal comico genovese. E non per colpa del movimento 5 Stelle. «Le larghe intese le hanno già fatte da un mese... non gli stiamo fornendo alcun pretesto», assicura. Ieri quasi tutti (ma non tutti) i parlamentari grillini sono stati caricati su dei pullman e portati in luogo "segreto" per incontrare il leader (vedi articolo sotto). Grillo ha parlato molto. I deputati e senatori meno. E quel dubbio che agita base e rappresentanza parlamentare, ovvero se sia davvero la cosa giusta da fare quella di dire no a ogni alleanza di governo, è affiorata quando Grillo ha detto che se Pd e Pdl faranno il governissimo la gente - che «è stufa» - «prenderà i bastoni».Che ci siano stati dei distinguo lo conferma Roberta Lombardi, capogruppo alla Camera: ci sono state «anche voci fuori dal coro», ma tutti sono d’accordo «sul no all’alleanza con il Pd». Insomma, nessuna fronda. E Grillo si sarebbe mostrato più che comprensivo: «Grillo ci ha detto che c’è libertà di pensiero», riferisce Stefano Vignaroli, giovane deputato grillino. Il leader ha chiesto però maggiore compattezza: «Non mi aspettavo totale condivisione nel movimento. È legittimo che qualcuno la pensi diversamente. Ma si stanno dividendo gli altri, non noi».Sul versante delle spaccature interne, ieri è stata la giornata dell’acqua sul fuoco. C’è chi - come la senatrice Ornella Bertorotta - sottolinea che ieri si è trattato di una semplice chiacchierata, che non ci sono state discussioni sulla linea, da sempre chiara, sul «no» alla fiducia e che non sono in vista «strali contro eventuali dissidenti». Eventuali, e se ci sono, devono trarre da soli le conclusioni. Cioè uscire. Lo dice anche la Lombardi: «Chi deciderà di votare con il Pd farà una scelta personale tradendo gli impegni verso gli elettori. Non ci sono espulsioni, nessuno verrà cacciato». A fare obiezioni sulla linea sarebbero una decina di deputati e 4-5 senatori.Anche il deputato siciliano Tommaso Currò, che nei giorni scorsi non aveva chiuso a un confronto con il Pd - e per questo la sua assenza ieri era stata notata - si è affrettato a far sapere che non c’è «nessun problema, nessuna acredine con il mio movimento. Non ho partecipato al summit per precedenti impegni già fissati a Catania». Critico verso l’atteggiamento dei grillini l’ex capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto. Il quale da un lato nota che il 5 Stelle usa «due pesi e due misure», ovvero «lo streaming e misure di massima trasparenza quando deve prendersi gioco di Bersani, invece si muove come un nucleo leninista della Terza Internazionale, quando deve riunirsi e dirimere serie, ma normali, questioni politiche». Dall’altro accusa Grillo e i suoi di giocare «allo sfascio». Negando intese al Pd e facendo «minacce inaccettabili» sull’ipotesi di un governo Pd-Pdl.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: