giovedì 1 agosto 2019
Dotti, esperto e giornalista di "Vita"
«Governo fa autogol Così si toglie voce alle forze sociali»
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La società civile è sotto attacco. Su due fronti: il discredito creato nei confronti del Terzo settore e una continua fuga del governo dalle proprie responsabilità politiche e istituzionali. Ne è convinto Marco Dotti, giornalista di Vita, mensile da sempre impegnato da anni nella campagna “No slot”. Un esempio? La polemica in atto fra il vicepremier Luigi Di Maio e il Movimento 5 stelle con l’Agenzia garante per le comunicazioni sulla questione della lotta al gioco d’azzardo.

Vuole dire che l’esecutivo giallo- verde non sarebbe poi così convinto che la pubblicità all’azzardo debba essere vietata in assoluto come prevede invece l’articolo 9 del decreto Dignità che ha «fortemente voluto»?
Dietro a questa polemica c’è di tutto, di certo non vedo l’interesse per quella società civile che si batte da sempre per contrastare il fenomeno. Se ne parla anche nel “contratto di governo”, ma cosa resta oggi, a un anno dalla conversione del decreto, di quel «no senza se e senza ma»? Di fatto quella «battaglia vinta politicamente » viene ributtata indietro dalle linee guida dell’Agcom per l’applicazione del provvedimento che tengono in piedi sponsorizzazioni e forme di pubblicità nei siti web e in tv per le lotterie dello Stato. Di Maio se la prende con l’Authority ma non dà risposte concrete né si assume le proprie responsabilità. La società civile dava per assodato che il problema fosse stato risolto ma non è così. Ecco il punto.

Hanno vinto ancora una volta le “lobbies”?
Le lobbies non rappresentano un’entità univoca e compatta, ci sono le concessionarie, i media, le società che gestiscono le scommesse. Dopo il decreto dignità tutti questi gruppi di potere s’erano fatta una ragione sulle intenzioni del governo di vietare la pubblicità...

Invece hanno assistito a una marcia indietro...
Sì, che ha avuto come conseguenza anche il togliere voce alle forze sociali. Restano solo le polemiche, allora? Non facciamoci trascinare in questo duello, peraltro i membri dell’Autorithy hanno ultimato il loro mandato il 24 luglio. Restano i fatti: il governo non ha mosso rilievi critici alle linee guida e aveva 60 giorni per fare ricorso. E non ha ancora emendato le linee guida.

Un autogol?
Mi pare proprio di sì.

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