martedì 13 marzo 2018
È il messaggio lanciato dal pro-rettore Alberto Gambino nel corso di una tavola rotonda sul calciomercato
«Giovani calciatori, la famiglia punto di riferimento»
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«Il mondo del calcio ha bisogno di valorizzare il ruolo della famiglia». È il messaggio lanciato dal prof. Alberto Gambino, pro-rettore dell’Università Europea di Roma e direttore della Rivista di diritto sportivo del Coni, in apertura della tavola rotonda su ll calciomercato. Prontuario per l’avvocato/procuratore sportivo, che si è tenuta all’Università Europea di Roma.

«La famiglia – ha ricordato Gambino - ha un ruolo fondamentale e insostituibile nella formazione e nella tutela dei giovani calciatori, che spesso vengono catapultati in un mondo più grande di loro, in cui è facile smarrirsi. Le forti pressioni e l’improvviso successo possono rappresentare un rischio. Per questa ragione, la famiglia è il punto di riferimento più importante per chi si affaccia nel mondo dello sport. Nessuno potrà mai prendere il suo posto. L’influenza della famiglia è talmente forte che se i rapporti al suo interno sono in crisi, questo si riverbera anche sulla serenità dell’atleta». Secondo il pro-rettore dell’Università Europea di Roma «oggi i giovani calciatori sono spesso sottoposti a condizionamenti e pressioni, fin dal momento in cui iniziano la loro attività. La ricerca esasperata del campioncino e il falso mito della vittoria ad ogni costo rischiano di offuscare l’autentico significato della pratica sportiva, che è quello educativo».

Negli ultimi anni il mondo del calcio è profondamente cambiato. I percorsi che riguardano la cessione e l’acquisto dei giocatori sono diventati sempre più complessi. Per questa ragione appare indispensabile una preparazione professionale specifica, insieme con un costante aggiornamento.

«Gli interessi economici – ha ricordato Gambino - non devono prevalere sugli aspetti etici fondamentali dell’attività sportiva. Negli ultimi anni si è diffusa sempre di più una nuova figura professionale: il procuratore sportivo. È importante che il procuratore sia alleato della famiglia. Oltre ad essere un bravo professionista, deve saper accompagnare con umanità i familiari dei giovani calciatori, consigliandoli ed aiutandoli nelle proprie scelte. Tutto questo non potrà che giovare al mondo dello sport, contribuendo a costruire un ambiente migliore ed un futuro sano per le nuove generazioni».

Di questo si è parlato oggi all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190), nel corso della tavola rotonda. Tra gli intervenuti: Emanuele Bilotti, coordinatore del corso di laurea magistrale in Giurisprudenza dell'Università Europea di Roma, Alessandro Canovi, procuratore sportivo, Claudio Lotito, presidente della Ss Lazio, Mauro Baldissoni, direttore generale della As Roma, Alessandro Palmieri, responsabile dell'Ufficio Tesseramento Figc, Fabrizio Ferrari, procuratore sportivo, Giuseppe Bozzo, vice-presidente di Avvocati Calcio, Sergio Azzaretto, avvocato ed ex procuratore sportivo, Cristiano Novazio, avvocato, Stefano Fiore, ex calciatore di serie A e della Nazionale, Ernesto Salvini, direttore generale Frosinone Calcio, e Giuliano Giannichedda, ex calciatore di serie A e della Nazionale.
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