Emergenza. Cento incendi in Campania, quasi tutti dolosi. «Mancano i Canadair»


Pino Ciociola martedì 11 luglio 2017
Quasi tutti dolosi, in queste ore ci sono circa cento incendi in Campania e quello sul Vesuvio ha un fronte lungo due chilometri. Sempre più gente costretta ad andare al pronto soccorso

Mai prima come in quest'ultima settimana. Fuoco, fiamme, fumo. Soprattutto quest'ultimo, dappertutto e a ogni ora. Brucia la Terra dei fuochi, brucia il Vesuvio. In queste ore ci sono circa cento incendi in Campania e quello sul vulcano ha un fronte lungo due chilometri, intorno a mezzogiorno sono state chiuse le strade che portano al cratere. Negli ultimi due o tre giorni sempre più gente è costretta ad andare al pronto soccorso. Si vedono elicotteri volteggiare e il resto te lo dicono solo confidenzialmente: «Mancano i Canadair, mancano i mezzi. È una battaglia impari».

Alcuni stanotte hanno dormito in macchina dopo essersi allontanati, altri da parenti. A seconda dei roghi e dei loro “movimenti”, vigili del fuoco e carabinieri fanno evacuare abitazioni e locali. Nel frattempo in alcune strutture sono già state portate via le bombole del gas. Il ristorante “Terrazza due golfi” tre giorni fa è stato lambito dal fuoco (ad appena cinque metri è tutto incenerito), adesso i gestori hanno speso «duemila euro per stare sicuri e salvare l'attività», acquistando grandi estintori a carrello e noleggiando un autobotte che adesso staziona all'ingresso.

Autocombustione per le altissime temperature? «L’autocombustione non esiste…», spiegano gli uomini impegnati a domare gli incendi. Mentre i Vigili del fuoco sono sfiancati dalla guerra contro il fuoco.

Paura e rabbia intanto corrono sui social. Specie a Ercolano: «Il sindaco è a New York, il presidente dell’Ente Parco in crociera. Mentre qualcuno fa girare richieste di aiuto ai civili». E l’associazione “Salute, ambiente, Vesuvio” chiede alla gente di esporre un drappo nero alle finestre, «in segno di lutto per una zona di cui nessuno si cura».

Angela Nocerino è una giovane mamma ercolanese: «Diamoci una svegliata! Cosa lasceremo ai nostri figli?».

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