giovedì 19 gennaio 2017
In queste ore così difficili il segretario generale della Cei è stato in contatto con i vescovi delle diocesi terremotate e sepolte sotto la neve
Le tende dei terremotati in mezzo alla neve (Fotogramma)

Le tende dei terremotati in mezzo alla neve (Fotogramma)

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«Secondo i vescovi dei territori colpiti dalle nuove scosse di terremoto il disagio psicologico delle persone è l’emergenza più grave. Al tempo stesso la gente percepisce la vicinanza della Chiesa». Ad affermarlo è il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, a margine della presentazione del progetto di ricerca “Educarsi alla Bellezza”.

In queste ore così difficili Galantino è stato in contatto telefonico con i vescovi delle diocesi terremotate e sepolte sotto la neve. “Alcuni di loro – ha riferito – mi hanno detto: "Senti don Nunzio, noi non sappiamo veramente che cosa fare. La difficoltà è in questo momento quella materiale di arrivare nei posti"».

«La cosa più importante e bella che mi è stata detta non solo dai vescovi – aggiunge però il segretario Cei – ma anche da altri interlocutori che abbiamo costantemente sul territorio, come Tv2000, Avvenire, Sir, Radioinblu – è questo sentire la presenza della Chiesa come importante. Sapere che in ogni paesino c’è un punto di riferimento che è il sacerdote o l’istituto religioso, in questo momento tiene accesa un po’ di speranza».

Galantino invita a evitare «colpevolizzazioni semplificatrici» che «non servono a nessuno» e spiega: «Le disponibilità ci sono da parte del governo, e anche attraverso l’8xmille stiamo investendo moltissimo, ma rimane la difficoltà oggettiva di raggiungere luoghi e persone. I vescovi dicono che il problema in questo momento non è il terremoto ma la neve, e che la gente sta apprezzando tutto quello che si sta facendo. Quasi tutti gli uomini del Genio sono sul posto, ma l’ampiezza della situazione di disagio crea gravi difficoltà».

La Cei ha già stanziato oltre 7 milioni per le diocesi colpite

7 milioni e 200mila euro sono stati stanziati, con fondi dell'8xmille, alla Conferenza episcopale italiana, «300mila a disposizione di ogni diocesi ancora prima di questa nevicata per mettere al sicuro strutture ecclesiali e per creare in ogni paese almeno un luogo non solo di culto, ma di socializzazione secondo queste priorità: persone, attività produttive, luoghi di socializzazione, chiese». Lo ha ricordato, sempre oggi, all'agenzia Sir monsignor Nunzio Galantino.

«Ci siamo trovati - ha osservato - di fronte a situazioni in cui la Chiesa diventa tutte e tre queste realtà, raccoglie tutte le attese». Ad Amatrice e a Camerino la sala della comunità ospita l'ambulatorio. «Sì - risponde -. La chiesa è sempre presente , grazie all'8xmille si sta intervenendo con grande facilità e immediatezza. Oggi i nostri incaricati Cei e Caritas sono tutti dislocati sui luoghi colpiti dall'emergenza. Ogni direttore sta avendo contatti con gli omologhi sul luogo. La situazione è drammatica perché è esteso il teatro di questa realtà in cui si sommano terremoto e neve».

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