giovedì 19 maggio 2016
​Oggi pomeriggio la cerimonia di insediamento alla presenza di Alfano.  L'ex prefetto di Roma: "Incondizionata fedeltà alla Carta costituzionale, stella polare della mia azione".
Gabrielli si insedia come capo della Polizia
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Dall'antiterrorismo alla protezione civile, passando per la lotta alle nuove Br, la gestione dell'emergenza terremoto all'Aquila, il recupero della Costa Concordia e al Giubileo straordinario. C'è una lunga carriera a legittimare la nomina e l'insediamento (oggi) di Franco Gabrielli come Capo della Polizia, direttore generale della Pubblica Sicurezza.

LA CARRIERA. Toscano di Viareggio, 56 anni, tre figli, Gabrielli è entrato in Polizia nel maggio del 1985. Nel giugno del 1999, in seguito all'omicidio di Massimo D'Antona da parte delle Brigate Rosse, viene trasferito alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione-servizio Antiterrorismo, per partecipare attivamente alle indagini. Nell'agosto del 2000 viene trasferito alla Questura di Roma e dal gennaio 2001 dirige la Digos capitolina. Il ruolo svolto nelle indagini per la cattura dei brigatisti responsabili degli omicidi D'Antona, Biagi e Petri gli vale, nell'ottobre 2003, la promozione a Dirigente Superiore per meriti straordinari. Nominato prefetto il 16 dicembre 2006, viene chiamato a dirigere il Sisde e successivamente, a seguito della riforma dei servizi di informazione, l'Aisi. Il 6 aprile 2009 il Consiglio dei ministri lo nomina prefetto dell'Aquila e vice commissario vicario per l'emergenza terremoto. Lì gestirà anche la sicurezza del vertice G8 dell'estate 2009. Nel maggio 2010, assume l'incarico di Vice Capo Dipartimento della Protezione civile e nel novembre dello stesso anno diventa capo dipartimento. Gestisce le emergenze legate al sisma del maggio 2012 in Emilia Romagna e in qualità di commissario delegato dal Governo le procedure per il recupero e la messa in sicurezza della Costa Concordia all'isola del Giglio. Dal 3 aprile 2015 è prefetto di Roma.

L'INSEDIAMENTO. Il nuovo capo della Poilizia sarà spinto da "un'incondizionata fedeltà alla Carta costituzionale, stella polare della mia azione", come ha dichiarato stamattina nel breve discorso di saluto alla cerimonia di insediamento davanti al ministro dell'Interno Angelino Alfano. Gabrielli, che ha preso il posto del suo collega Alessandro Pansa, ha voluto ricordare in particolare la figura di Antonio Manganelli e dei caduti in servizio tra le forze dell'ordineì: "Tutti esempi - ha detto - sui quali impronterò il mio compito". Il nuovo capo della Polizia ha poi invitato i sindacati, definiti imprescindibile strumento all'interno dell'amministrazione, a tenere sempre aperto il dialogo e il confronto "per tutelare la nostra gente. La nostra missione - ha concluso - non è quella di salvaguardare interessi particolari, ma il perseguimento del bene comune e la sicurezza dei cittadini. Per questo dobbiamo essere i primi a giudicare chi infanga la nostra divisa. Chi sbaglia deve pagare, a partire da chi ricopre compiti di responsabilità, io per primo". Gabrielli ha infine rivolto un saluto ai vertici delle altre forze dell'ordine presenti alla cerimonia definendole "un arricchimento che non deve rappresentare un motivo di contrapposizione anacronistica".
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