sabato 26 gennaio 2013
Il presidente della Regione Lombardia risulta indagato nell'inchiesta sull'ospedale San Raffaele di Milano. La notizia è stata diffusa oggi dal “Corriere della sera” che spiega: indagato con il mediatore Pierangelo Daccò. Secca replica del governatore: «Nessun reato commesso. Se la notizia è vera, il reato è avere informato la stampa prima di me».
COMMENTA E CONDIVIDI
​All'apparenza, si è tornati indietro al giugno scorso. Roberto Formigoni, scrive il Corriere della Sera, è indagato per corruzione nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano su delibere di favore che la Regione Lombardia avrebbe garantito all'ospedale San Raffaele (nella gestione di don Verzè) per tramite del faccendiere Pierangelo Daccò, condannato a dieci anni per la bancarotta della società. Il governatore avrebbe goduto, in cambio, di lussuosi benefit. Le stesse accuse che gli furono formulate nel giugno del 2012 a proposito dei rapporti con la Fondazione Maugeri, da cui questo nuovo filone di indagine è partito: anche allora la vicenda emerse con le medesime modalità e suscitò le medesime reazioni.  Formigoni, infatti, ha detto di aver appreso la notizia dalla stampa, ma mai dai pm, anche se pare sia indagato da qualche mese. E ha assicurato che "non un reato è stato commesso né un centesimo di denaro pubblico dissipato". "Evidentemente - ha detto - non trovando nuovo fango per infangarmi si utilizza fango già usato". Da quanto si è appreso, al governatore viene contestato di aver favorito con finanziamenti pubblici, attraverso una serie di delibere della Giunta regionale, il polo ospedaliero: parte delle somme distratte dal San Raffaele (7-8 milioni di euro) sarebbero finite - questa l'ipotesi - nel "portafoglio" di Daccò coi circa 60 milioni usciti dalla Maugeri. Da questi (quasi) 70 milioni di euro di risorse provenienti dai due enti (attraversobonifici e un sistema di false fatturazioni), sarebbero fuoruscite le somme utilizzate per pagare benefits per un totale di circa 7,8 milioni a Formigoni. Come già emerso nei mesi scorsi, infatti, il presidente è sospettato di aver usufruito di tre yacht per una spesa di circa 4,5 milioni di euro e anche dello "sconto" di circa 1,3 milioni sull'acquisto di una villa in Sardegna pagata 3 milioni dall'amico Alberto Perego (con prestito di 1,1 milioni dal governatore), oltre a una serie di altre "utilità"."Quanto mi verrebbe oggi addebitato - ha commentato Formigoni, candidato al Senato per il Pdl - è la ripetizione, parola per parola, di quanto m'è stato addebitato più volte nei mesi scorsi e che ho già smentito e smontato in maniera inoppugnabile". Il clamore per il suo coinvolgimento nel caso Maugeri fu maggiore, perché Formigoni era ancora in sella ed era la prima volta che gli veniva formulata un'accusa così grave nel campo in cui la Regione spende la parte più consistente del bilancio. A questo punto l'inchiesta sulla sanità rischia comunque di trasformarsi nella lente attraverso la quale saranno guardati quasi 18 anni di governo della Lombardia. Almeno fino a quando le ipotesi di reato - sempre smentite da Formigoni - non approderanno a una verità.La vicenda, dunque, è tornata tema di campagna elettorale. Per Umberto Ambrosoli, candidato governatore del centrosinistra, "è solo un altro tassello di quel complesso groviglio di interessi privati che ha sottratto risorse ai cittadini lombardi". Dicendo ciò, è stata la replica di Formigoni, "si configura il reato di calunnia: ne risponderà in tribunale".​
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: