SCIENZA & VITA. A Bologna «La vita non è sola» un festival sulla biopolitica


Luca Liverani venerdì 22 novembre 2013
Il Festival culturale, organizzato da Scienza & Vita, sotto la direzione artistica di Davide Rondoni, si svolgerà a Bologna sabato 30 novembre e domenica 1° dicembre. Arte, filosofia, scienza e politica proveranno a confrontarsi laicamente sul modo in cui oggi scienza e giurisprudenza affrontano temi quali la nascita e la morte.​ (Luca Liverani)
La scommessa è quella di declinare, con un linguaggio diverso da quello tradizionale dei convegni, i temi più appassionanti della bioetica. Arte, filosofia, scienza e politica proveranno a confrontarsi laicamente sul modo in cui oggi scienza e giurisprudenza affrontano temi quali la nascita e la morte.
È l’obiettivo ambizioso del Festival culturale organizzato da Scienza & Vita, sotto la direzione artistica del poeta Davide Rondoni, a Bologna sabato 30 novembre e domenica 1° dicembre. Titolo della due giorni: "La vita non è sola". L’appuntamento, aperto al pubblico e pensato anche per i giovani, offrirà uno spazio culturale e informale per il confronto di posizioni diverse, declinate attraverso i linguaggi dell’arte, della letteratura, della filosofia e della scienza. Il programma del Festival alterna infatti momenti istituzionali - la tavola rotonda di chiusura - a incontri informali, come i caffè delle conversazioni scientifiche. Sabato sera poi la musica incontrerà la poesia con l’orchestra di Ambrogio Sparagna e i versi di Davide Rondoni. Al Festival di Scienza & Vita interverranno tra gli altri Paola Ricci Sindoni e Domenico Coviello, presidente e copresidente di Scienza & Vita; il vicepresidente Massimo Gandolfini, il sociologo Sergio Belardinelli, i filosofi Adriano Fabris e Salvatore Natoli, l’ex presidente della Camera Luciano Violante. Spiega Rondoni: «Sono nati molti festival in questi anni: della filosofia, della scienza, della cultura. Questo è il più innovativo e il più moderno, perché si occupa di biopolitica, cioè di quanto è vissuto nella carne viva delle persone: fare un figlio, vivere, morire. Oggi però le parole non hanno più un significato scontato e non possiamo permettere alla politica di appropriarsene. Le parole della vita non devono diventare terreno di scontro politico». Il programma sul sito.
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